Lutto
«Infine arriveranno le telecamere, ma serve controllo del territorio»
Il gruppo consiliare “La Svolta per Castagneto Carducci” incalza la giunta Scarpellini sulla sicurezza e la vigilanza non solo elettronica
Il gruppo consiliare “La Svolta per Castagneto Carducci” interviene sulla questione delle telecamere: «Siamo ben felici che l’amministrazione di Castagneto Carducci abbia finalmente compreso quanto il problema della sicurezza, in casa e fuori, sia importante per i cittadini. La sicurezza era uno dei punti fermi del nostro programma e il fatto che questa esigenza basilare sia stata finalmente avvertita anche dalla giunta comunale non può che farci piacere».
Al gruppo «non importa se l’iniziativa di dotarsi di telecamere di sorveglianza, da noi più volte sollecitata, più che frutto di una intima convinzione delle forze che governano il nostro comune, sia avvenuta sotto l’urgenza dei numerosi furti che hanno interessato la nostra zona e le nostre famiglie o su sollecitazione della prefettura: l’importante è che finalmente si sia deciso di far qualcosa. Purtroppo tra la decisione di dotarsi di mezzi di sorveglianza elettronica e la loro installazione passerà ancora del tempo, un periodo in cui le case del Comune, nei centri abitati e nelle campagne, saranno ancora alla mercé dei malintenzionati».
Per i consiglieri tuttavia «la sicurezza non è fatta solo di telecamere: anche se possono funzionare da deterrente, servono soprattutto “dopo” il fatto, per vedere chi passava da una strada o chi entrava in una casa. Molto più importante, per prevenire l’azione dei malintenzionati, è il controllo del territorio: sapere chi abita nelle case e chi circola abitualmente nelle nostre strade. Il Comune conosce nome e indirizzo dei residenti, ma siamo sicuri che ogni casa, ogni appartamento, sia occupato dall’effettivo titolare del diritto di abitazione? Oppure ci sono anche persone che non hanno né titolo né motivo di abitare nel nostro Comune? Quanti controlli – anche a campione – vengono fatti ogni anno per vedere chi sono gli effettivi residenti?».
Secondo i consiglieri «sapere non solo chi, ma soprattutto quante persone abitano in un appartamento sarebbe importante sia dal punto di vista igienico sanitario, sia anche dal punto di vista economico, perché la tassa di smaltimento rifiuti viene calcolata sul numero degli occupanti. In mancanza di accertamenti adeguati non solo non si conoscono le persone che vivono abitualmente nel nostro Comune, ma si rischia anche di far gravare sui cittadini onesti gli oneri della Tari – la tassa sui rifiuti urbani – in misura superiore a quanto spetterebbe a ciascuno se tutti gli abitanti venissero regolarmente censiti».
Il gruppo infine conclude: «Il controllo efficace del territorio si ottiene solo se il Comune riuscirà a collaborare in sinergia con le forze dell’ordine e i cittadini sapranno rivolgersi a loro con fiducia se dovessero notare qualcosa di irregolare. Vivere in una comunità significa infatti anche, nel rispetto della vita privata di ognuno, conoscersi e aiutarsi l’un l’altro». —
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