Attenzione
Commercio sul web, arriva la nuova truffa
Il commissariato di polizia avverte: il raggiro si sta diffondendo, colpisce chi mette in vendita oggetti su internet
cecina. L’allarme arriva dal commissariato di Cecina, diretto dal dottor Alfredo Alabiso. E riguarda tutta la zona. Gli uffici di polizia hanno riscontrato (attraverso le denunce) il diffondersi di un nuovo tipo di truffa, e invitano alla cautela i cittadini internatuti.
La truffa riguarda il commercio su internet ma – ecco la novità – non colpisce chi compra, bensì chi vende, e parte quando un privato mette in vendita su uno qualsiasi dei più diffusi portali per gli annunci e le offerte un bene di sua proprietà: l’accessorio per la moto, la bicicletta, il mobile, l’oggetto da collezione.
Il venditore viene contattato dal potenziale acquirente, il quale gli invia i “propri” documenti di identità (in realtà di ignari truffati) per convincerlo della buona volontà di voler completare la transazione, ma spiega di avere un problema: non può effettuare il pagamento perché “la carta è bloccata”, e per “sbloccarla” occorre effettuare il versamento di una certa somma di denaro sulla carta stessa.
A questo punto la truffa si sposta dal computer al telefono. L’acquirente chiama il venditore e lo convince a pagare il necessario, dandogli gli estremi della ricaricabile. Il venditore paga, e il truffatore sparisce nel nulla.
In pratica si tratta di una variante del “principe nigeriano”, con la differenza che l’interlocutore parla in italiano (e non in inglese stentato), instaurando un contatto “personale” (telefona, invece di scrivere una e-mail) e si appoggia a piattaforme web assolutamente legali.
Le vittime – spiegano dal commissariato – sono in maggioranza uomini, e le denunce provengono per lo più da residenti del comune di Cecina. Denunce che si riferiscono, in molti casi, a raggiri avvenuti settimane prima, o addirittura mesi.
Diversi truffati hanno infatti raccontato di aver contattato l’“acquirente” non appena si erano accorti che – versata la somma – il denaro promesso non arrivava. E che l’altro temporeggiava, adducendo scuse su scuse per giustificare il “ritardo”.
Scopo della recita – spiegano ancora dal commissariato – era semplicemente quello di far passare più tempo possibile prima della denuncia, in modo tale da rendere più difficile il lavoro delle forze dell’ordine. Il commissariato infine raccomanda agli utenti di diffidare da eventuali proposte di acquisto che prevedano un versamento da parte del venditore, e di accettare solo forme di pagamento tracciabili. —
M.S.
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