Il Tirreno

l’iniziativa 

Alle Creste in scena la Biblioteca vivente Tre storie per volare oltre i pregiudizi

Michele Falorni
Alle Creste in scena la Biblioteca vivente Tre storie per volare oltre i pregiudizi

I ragazzi della 1ª A del Mattei guidati dal professor Arrigoni  hanno ascoltato le protagoniste di “Human Library”

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Il luogo scelto per dire no ai pregiudizi e per ribaltare fastidiose convenzioni è stato il centro culturale Le Creste di Rosignano. L’occasione, invece, la Biblioteca vivente, iniziativa promossa dall’Informagiovani del Comune e da Eurodesk. E così, ieri mattina, gli studenti della prima A del liceo tecnologico Enrico Mattei hanno ascoltato storie e posto domande.

Se il progetto, nato in Danimarca e divenuto di respiro europeo, avrà seguito coinvolgendo altre persone e scuole, il merito è anche di Chiara Borella, Angela Aquilini e Paola Agostini, che lo hanno sviluppato permettendo ai ragazzi di scoprire luoghi e persone.

Tre i libri viventi che ieri hanno narrato storie nelle sale di lettura: Anna su “Come ho sconfitto i bulli”, Serena su “I cani sono tutti gemelli” e Salima su “La gallina con il fiocco rosso”.

Per le Creste è un piccolo successo, perché è la prima volta che la giornata si svolge in provincia, complice l’esperienza danese Human Library, nata nel 2000 con l’obiettivo di sconfiggere il razzismo e le sue spiacevoli estensioni attraverso il confronto pubblico con chi, per un motivo o per un altro, è stato spinto alla periferia della vita civile.

Il modo migliore per abbattere un muro è parlarne, anche sul palco prima di un concerto o davanti ad uno scaffale pieno di libri. Alimentare le pillole di cultura, però, significa anche comporre un catalogo di persone che, sul proprio passato, rispondono ai quesiti posti, in questo caso, dai ragazzi del professor Tiziano Arrigoni. La data non è stata scelta a caso, perché ieri scadeva “Time to move”, progetto europeo rivolto ai giovani, che l’amministrazione ha agganciato presentando la Biblioteca vivente, una forma di lettura diversa ma personale e accattivante.

Ascoltare chi parla significa, allo stesso tempo, approfondire aspetti sociali e culturali, scoprendo realtà complesse di cui non sempre è semplice discutere.

Un modo per aprire la mente e riflettere a fondo. «L’obiettivo – hanno detto Borella e Aquilini – è proseguire il cammino, coinvolgendo altri istituti con figure nuove» che, invece delle pagine scritte, si presentano in carne e ossa e interagiscono con gli studenti.

Non è uno spettacolo di conversazione, ma una forma intelligente per superare una barriera e azzerare tristi luoghi comuni, quali pregiudizi e razzismo, il cui impatto è forte e la crescita costante. Per questo, la classe prima A ha partecipato anche a un gioco sull’Europa, pescando carte dal mazzo contenenti domande di cultura generale, sulla nascita dell’Unione e sul viaggio segnato dai trattati ufficiali che dagli anni 50 a oggi l’ha accompagnata. —

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