La manifestazione
Vie vicinali, Gaddo della Gherardesca va al Tar: «Quella strada non è pubblica»
Il conte farà ricorso contro l’atto del Comune e si spinge oltre «Procederemo per vie legali affinché il tracciato sia riconosciuto come privato»
CASTAGNETO. Una cosa è certa: Gaddo della Gherardesca si appellerà al Tar contro l’ordinanza di ripristino della strada vicinale numero 32. Ma c’è di più: ha tutta l’intenzione di procedere oltre. «Prenderemo le vie legali affinché quel tracciato sia riconosciuto per ciò che è veramente: cioè una strada privata», racconta Gaddo della Gherardesca al Tirreno. Ma procediamo con ordine. Al centro della contesa c’è la strada vicinale “Torre di Donoratico – La Valle”, quella, raggiungibile dalla strada dell’Accattapane, che si inerpica per i colli in direzione della torre.
Il Comune di Castagneto, il 3 ottobre, ha emesso un’ordinanza con cui ha intimato «il ripristino del libero accesso alla strada vicinale di uso pubblico numero 32, mediante la rimozione della catena all’imbocco della via e del cancello in località Pratacci, entro 15 giorni dalla data di notifica dell’atto». Per Gaddo della Gherardesca, uno dei proprietari dei terreni su cui insiste la strada, il problema sta proprio nella parola “pubblico”, perché ritiene che quella strada non possa essere considerata tale. «Si dice strada vicinale pubblica una strada che collega due luoghi pubblici - sottolinea - Nel caso specifico della via in questione questo non avviene, perché essa collega l’Accattapane con boschi che sono di proprietà privata e, quindi, non c’è nessuna ragione per poterla definire pubblica».
Per questo Gaddo della Gherardesca farà ricorso al Tar contro l’ordinanza comunale del 3 ottobre. E per questo «avvieremo un percorso legale per far sì che il tracciato sia riconosciuto come privato», conclude Gaddo della Gherardesca. Dopo il primo, dunque, arriva anche il secondo ricorso. Ricordiamo, infatti, che il Comune di Castagneto Carducci ha emesso un’ordinanza di ripristino dei luoghi anche per la strada del Nocino, o San Giusto, quella che univa Castagneto alla pianura prima che venisse realizzata la strada provinciale Bolgherese.
Il vecchio proprietario del terreno adiacente, l’ex sindaco di Castagneto Fabio Tinti, tempo fa ha ottenuto dal Comune il permesso di chiudere la strada. Poi ha venduto tutto e i nuovi proprietari hanno piazzato ai due accessi un cancello di legno e una rete. La proprietà, come nel caso della strada Torre di Donoratico, ha detto di aver già presentato ricorso al Tar contro l’atto municipale. L’ha fatto perché «il Comune prima ha dato l’autorizzazione e poi ha fatto marcia indietro». L’attesa, adesso, riguarda i tempi della giustizia e il futuro di questi luoghi è legato alla decisione che sarà presa dal tribunale amministrativo regionale.
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