Il Tirreno

Rischia di amputarsi un dito con la mola, ma rifiuta il ricovero in ospedale

Matteo Scardigli
Rischia di amputarsi un dito con la mola, ma rifiuta il ricovero in ospedale

Rosignano, l'uomo un 74enne si è ferito mentre faceva alcuni lavori in giardino. Dopo i primi soccorsi ha deciso di andare da solo a Firenze

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ROSIGNANO. Stava approfittando della bella mattinata domenicale per fare qualche lavoro di ristrutturazione nella sua villetta in via Isonzo 36, un 74enne fiorentino. Gli attrezzi del mestiere c’erano, l’olio di gomito e la buona volontà pure; quel che è mancata invece – forse – è stata l’attenzione ai dispositivi di sicurezza individuali. Pochi minuti dopo le 12 di domenica 27 ottobre, infatti, mentre l’uomo era intento a effettuare alcune operazioni con una mola, l’attrezzo è sfuggito al suo controllo della sua mano destra (con la quale lo stava reggendo), finendo per colpire la sua sinistra, che non era stata adeguatamente protetta da un guanto in grado di resistere all’incontro ravvicinato con la smerigliatrice: cioè con un livello di protezione antitaglio insufficiente.

In un lampo e in un fiotto di sangue, il disco abrasivo gli ha quasi tranciato di netto il dito mignolo. Le grida dell’uomo hanno attirato l’attenzione della moglie, che ha trovato la freddezza di aiutare il marito a tamponare la ferita e ha poi telefonato al 118. La centrale operativa ha subito smistato la chiamata al mezzo di soccorso più vicino, un’ambulanza della pubblica assistenza di Rosignano Marittimo con il medico a bordo. I volontari si sono dunque lanciati a sirene spiegate verso il ripido tratto residenziale a fondo chiuso, traversa di via Tevere.

I soccorritori hanno trovato l’uomo cosciente, sebbebe in stato di choc. Gli hanno prestato i primi soccorsi dopodiché lo hanno stabilizzato e caricato a bordo dell’ambulanza, sfrecciata poi in direzione della Strada Statale 1. La lunga corsa sull’Aurelia si è conclusa all’altezza dell’ospedale di Cecina, dove il 74enne è stato consegnato al personale del pronto soccorso. Medici e infermieri sono riusciti ad arrestare l’emorragia, e già erano pronti – viste le condizioni dell’uomo – a preparare il paziente per il trasferimento a Pisa, cioè verso l’unità operativa specialistica di Chirurgia della mano più vicino al presidio cecinese, che invece ne è sprovvisto.

Ma è qui che l’uomo ha sorpreso tutti, medici e infermieri. Ringraziando, avrebbe declinato l’offerta rifiutando il ricovero all’ombra della Torre pendente, scegliendo invece – sollevando i dottori cecinesi da ogni responsabilità – di farsi accompagnare dalla moglie verso il reparto di Chirurgia e microchirurgia ricostruttiva della mano dell’ospedale di Careggi (a Firenze).
 

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