Gioco
Vie vicinali, ordinati i ripristini Scattano già i primi ricorsi
Intimata la riapertura della strada Torre di Donoratico e di quella del Nocino La proprietà del terreno accanto al tracciato di San Giusto annuncia appello al Tar
Sentieri e viuzze arricchiscono i profili del paesaggio, inerpicandosi lungo i colli o adagiandosi sul letto pianeggiante che intervalla le alture. Tutt’intorno piante, campi o ruderi di un passato che riecheggia tra i colori della vegetazione. C’è ad esempio una strada che, tuffandosi, tra gli alberi, conduce alla torre di Donoratico. Ne esiste un’altra che collega, gettandosi nell’entroterra, la via Bolgherese con il centro storico di Castagneto Carducci. C’è poi un sentiero che guarda alle alture vicine, scalando i dislivelli di Monte Coronato. Questi luoghi hanno qualcosa in comune: il presunto abusivismo. Sono infatti tutti al centro di ingiunzioni di ripristino. La storia, in qualche caso, va avanti da anni e, tra ordinanze e appelli, i sentieri sono usciti dal cono d’ombra della quotidianità.
Partiamo dalla strada del Nocino, o San Giusto, quella che univa Castagneto alla pianura prima che venisse realizzata la strada provinciale Bolgherese. Il vecchio proprietario del terreno adiacente, l’ex sindaco di Castagneto Fabio Tinti, tempo fa ha ottenuto dal Comune il permesso di chiudere la strada. Poi ha venduto tutto e i nuovi proprietari hanno piazzato ai due accessi un cancello di legno e una rete.
Adesso il Comune ha ordinato la riapertura della strada. La proprietà dovrà eseguire l’ingiunzione all’incirca entro la fine dell’anno. Ma la stessa proprietà ha anche detto al Tirreno di aver già presentato ricorso al Tar contro l’atto municipale, principalmente perché «il Comune prima ha dato l’autorizzazione e poi ha fatto marcia indietro».
Ma c’è anche un’altra ordinanza di ripristino: l’atto riguarda l’ingiunzione di garantire il libero accesso alla via numero 32 “torre di Donoratico - La Valle”. Un tempo all’inizio del sentiero c’era un cartello che ne indicava la natura di strada vicinale di uso punbblico. Poi l’indicazione è misteriosamente sparita. Già nel 2015 la polizia municipale indagò e invitò la sindaca Sandra Scarpellini ad adottare un’ordinanza di ripristino. Ma niente, nel tempo, è cambiato. Dal Comune di Castagneto fanno sapere che non appena saranno trascorsi i 15 giorni previsti dall’ordinanza verranno avviati i controlli per capire se l’ingiunzione è stata rispettata o meno. Il conto alla rovescia scatta nel momento in cui viene appurata la ricezione dell’ordinanza da parte dei destinatari. Al momento questo iter non è ancora concluso. Legambiente, d’altra parte, si augura che «siano rispettati i tempi di legge e che siano applicate le scadenze» —
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