Trova il conto prosciugato, era stato suo cognato: denunciato
Cecina: i carabinieri lo hanno scoperto visionando le telecamere dei bancomat della zona Indagato per furto in abitazione e indebito utilizzo di carte di credito
CECINA. Ha trovato la cassaforte del suo appartamento forzata e completamente vuota. Cento euro svaniti nel nulla, così come il Bancoposta e la Postepay e i relativi codici Pin che purtroppo ed erroneamente venivano custoditi insieme alle tessere elettroniche. Ma soprattutto, qualche giorno dopo il furto, si è accorto che sul conto corrente mancavano 1.300 euro. È allora che ha deciso, lo scorso 15 ottobre, di sporgere denuncia ai carabinieri della stazione di Cecina con quattro giorni di ritardo, rendendo anche le indagini un po’ più difficoltose.
Doppio colpo – prima in casa, poi attraverso il bancomat – quello messo a segno ai danni di un cinquantanovenne di Cecina, originario di Piombino. L’uomo, senza sospettare di nessuno, si è rivolto ai militari della Compagnia cecinese, guidata dal capitano Christian Bottacci, che si sono subito messi alla ricerca del malvivente. Analizzando i prelievi dei contanti, infatti, gli uomini dell’Arma si sono accorti che non era andato troppo lontano per racimolare tutto quel denaro, motivo per il quale hanno acquisito i filmati registrati, al momento delle operazioni, da una banca del luogo (la Bnl di viale Italia), da un ufficio postale vicino casa della vittima e da una sala slot che evidentemente era provvista anche di un punto prelievo.
È a questo punto che la verità è apparsa purtroppo chiara, con grande dolore da parte del cinquantanovenne che a incolpare il cognato proprio non aveva mai pensato. A rubare soldi e tessere (fra cui quella di Socio Coop, mai utilizzata) era stato appunto il compagno della sorella, che da un po’ di tempo abitava insieme a loro due, nella stessa abitazione in cui vive anche la figlia dell’uomo.
Il ladro, insomma, era fra le mura domestiche: si tratta di un quarantaduenne originario di Novara, in Piemonte, subito denunciato dai carabinieri per furto in abitazione pluriaggravato e indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento. Il malvivente aveva iniziato a frequentare la casa dei tre cecinesi da un po’ di tempo, ma non aveva mai dato modo di dare alcun sospetto sulle sue reali intenzioni. Avrebbe osservato i movimenti del cinquantanovenne (e della sorella e della figlia) da parecchio tempo, per poi andare a colpo sicuro mentre lui non era in casa.
Un errore, alla base, comunque c’è stato: custodire insieme a carte di credito e bancomat i relativi Pin, i codici elettronici per sbloccarli. È ovvio che questo non si fa, ma andrebbero memorizzati o al massimo custodito in un luogo diverso e lontano da quello dove vengono lasciate le tessere per prelevare il denaro. Sicuramente, il cinquantanovenne, ne trarrà insegnamento.
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