Sicurezza
La stazione simbolo decaduto per sempre?
Era il 1910 quando fu inaugurata la stazione di Castiglioncello, costruita sui terreni del barone Lazzaro Patrone, che aveva fatto edificare poco distante il Castello Pasquini acquistando i possedimenti di Diego Martelli, il mecenate dei macchiaioli. Anche l’architettura dello scalo ferroviario s’ispira alle torrette merlate del castello. Siamo in piena Belle Epoque: la ferrovia tirrenica agli albori si snoda fino a Castiglioncello, dove da Roma gli alti funzionari delle Ferrovie di Stato arrivano col treno e passano l’estate nella “Perla”, luogo già scoperto da letterati come Pirandello e Silvio D’Amico. Una storia gloriosa che prosegue fino agli anni ’80. Poi c’è il declino, finché il Comune di Rosignano ottiene il fabbricato in comodato d’uso e lo utilizza, fino all’anno scorso, per ospitare l’ufficio turistico. Tutto ruota intorno alla parola turismo. Dal passato al futuro prossimo. La ciclovia tirrenica, cui si lega il progetto di turismo su due ruote, di cui anche Rosignano è promotore, farà scalo proprio alla stazione.
Un progetto già avviato. Ma le condizioni in cui versa lo scalo non sono una carta da visita accettabile. Gli ultimi cedimenti strutturali, con la caduta di pietre, suonano l’allarme. E impongono un recupero urgente. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
