Il Tirreno

Ex pastificio Nieri, cadono dal tetto pezzi di cornicione

Matteo Scardigli
Ex pastificio Nieri, cadono dal tetto pezzi di cornicione

Pochi giorni fa si era staccata anche parte della grondaia, ma le transenne su via 2 Giugno sono state rimosse

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CECINA. Nuovi pericoli all'ex pastificio Nieri, all'incrocio tra viale Fratelli Rosselli e via 2 Giugno. Il monumento al degrado continua a cadere a pezzi sotto gli occhi degli esercenti della zona, rendendo il passaggio sul marciapiede – frequentato anche da molti clienti del vicino Conad – sempre più pericoloso.

«Bisogna avere paura a passarci vicino, prima o poi succede la disgrazia», paventa Gianni Zoccarato, titolare dell'emporio Compra Bene. Gli ultimi episodi di cedimento si sono verificati all'inizio di ottobre, quando si sono staccati un pezzo di grondaia (nella foto) e – solo pochi giorni fa – frammenti delle mezzane del cornicione del tetto, precipitati sullo stretto marciapiede sottostante «dissestato e ricoperto da uno strato di guano di piccione».

Eppure da quel lato (via 2 Giugno) «sono state spostate le transenne da almeno tre mesi perché creavano un disagio ai pedoni, ma in realtà il problema non è mai stato risolto», continua Zoccarato, che insieme al condominio si era anche rivolto alla proprietà dell’edificio: «Il palazzo era di un costruttore (la Pizzi costruzioni di Castiglioncello, ndr) che poi è fallito, e l’immobile è stato rilevato dalla banca. Dietro nostra richiesta l’istituto di credito ha mandato una ditta che ha fatto i lavori per la messa in sicurezza pochi mesi fa, ma ancora ci sono finestre con i vetri rotti che rischiano di precipitare sui passanti».

E col passare del tempo la situazione è tutt’altro che migliorata: «A settembre abbiamo dovuto chiamare di nuovo la banca perché all’interno dello stabile i locali erano stati occupati da alcuni sbandati. Adesso al portone dal quale si poteva accedere c’è una catena, ma per entrare basterebbe andare all’altro ingresso e tirare un calcio», racconta ancora Zoccarato. Un progetto per il recupero della struttura, che prevedeva la demolizione e la ricostruzione per fare spazio a 14 nuovi appartamenti su sei piani, fondi commerciali e parcheggio seminterrato, era stato fatto a maggio del 2013. Era stata allestita anche una gru, poi smantellata. «So che l’edificio è andato all’asta un paio di volte, ma in queste condizioni è praticamente invendibile», prosegue il commerciante, invocando un intervento tempestivo: «Dovrebbe intervenire il Comune, obbligando la proprietà a mettere tutto in sicurezza, oppure prendendosi in carico la questione per intervenire direttamente».

Il degrado nel frattempo non si arresta, e chiama altro degrado. «Dentro è una piccionaia. E i cassonetti (e ce n’è carenza, in zona) qui di fronte su viale Fratelli Rosselli sono sempre stracolmi e sono diventati dei bagni pubblici a uso e consumo degli sbandati che bazzicano la Stazione. E la gente ci butta di tutto (lunedì c’erano intorno i frammenti di un sanitario, ndr), gli interventi della Rea e delle Forze dell’Ordine non sono mai tempestivi ma le multe le fanno – eccome – alla mia compagna, per esempio, per aver lasciato una scatola di cartone accanto al bidone pieno», insiste sempre Zoccarato, che infine conclude: «Questa intera zona è abbandonata a se stessa, eppure insiste su una via principale che, tra l’altro, porta a Marina, la zona più nobile della città. E la vicina piazza Antonio Gramsci non è messa meglio: anche lì c’è da stare attenti». —
 

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