Ufficio protesi, associazioni contro lo stop: «Dall’Asl solo silenzio, ma non chiudetelo»
Cecina, servizio rivoluzionato dal 31 ottobre. Scatta l’appello: «Tutti i sindaci della zona Valli Etrusche prendano posizione»
CECINA. Francesco, nome di fantasia, pesa più di 100 chili e si muove a stento. Ha bisogno di un deambulatore, ma non riesce proprio ad ottenerlo. A Marianna, invece, serve una carrozzina. Ma i giorni passano e non capisce come mai, dopo aver fatto domanda al Cup, non ha più alcuna notizia della sua pratica. A raccogliere queste storie, e tante altre simili, è stata l’associazione Vita indipendente Bassa Val di Cecina, che ha voluto capire com’è la vita senza ufficio protesi. Per questo ha cercato testimonianze dai territori dove il servizio è già stato rivoluzionato.
Chiusura il 31 ottobre
All’ospedale di Cecina l’ufficio c’è ancora, ma rischia di avere i giorni contati. Dal 31 ottobre, infatti, l’Asl dovrebbe chiudere tutti quelli periferici e Cecina rientra nella lista. Ecco perché le associazioni stanno alzando le barricate, spalleggiate, a quanto sembra, anche dal sindaco. «L’Asl fermi questa riorganizzazione», ha detto Samuele Lippi. «Il presidente della Società della salute Valli etrusche (sempre Lippi ndr) deve protestare, insieme agli altri sindaci, per questo ennesimo taglio. Chiediamo che tutta la comunità si associ alla nostra resistenza». Le parole sono di Vincenza Zagaria, vicecoordinatrice del Comitato di partecipazione delle Valli Etrusche, organo che si interfaccia con la Asl in tutela dei cittadini. Zagaria parla a nome delle associazioni Vita indipendente, In viaggio con noi, Haccompagnami e 6il mio amico speciale.
«I tempi si allungano»
«Le associazioni sono in totale disaccordo con la chiusura dell’ufficio protesi - sottolinea - Gli operatori continueranno a lavorare, ma non si interfacceranno più con le persone». Fino ad ora, cioè, chi ha bisogno di una carrozzina, di un materasso particolare o di qualsiasi altro ausilio può rivolgersi, oltre che al medico, direttamente all’ufficio protesi. «Gli operatori di Cecina sono preparati e garantiscono un servizio rapido», dice Zagaria. Ma se le porte dell’ufficio saranno sbarrate al pubblico tutto questo cambierà. «Gli utenti saranno costretti a fare la fila al Cup e non avranno più alcun contatto, nemmeno di tipo telefonico, con il personale. I tempi per ottenere gli ausili, quindi, si dilateranno a dismisura».
«L’asl batta un colpo»
Le associazioni sostengono che l’Asl «ha preso la decisione di chiudere l’ufficio protesi già nel 2017, senza peraltro avvertire il Comitato di partecipazione». E questo «silenzio profondo» ha lasciato di stucco molti. Non solo perché, a decisione presa, la notizia non è stata adeguatamente diffusa, ma anche perché, adesso che il 31 ottobre è vicino, l’azienda sanitaria non conferma né smentisce, ma sceglie di non esprimersi. Almeno per adesso. Questo nonostante le sollecitazioni delle associazioni e nonostante che il presidente della Società della salute Valli Etrusche abbia preso chiaramente posizione. Anche il Comitato per la difesa dell’ospedale si allinea. «Purtroppo ultimamente le decisioni dell’Asl sono prese sotto silenzio - dice Giuseppe Gallelli - E questa è una situazione preoccupante».
«Insieme ce la faremo»
Ecco, dunque, che le associazioni puntano il dito contro l’azienda sanitaria. «L’Asl racconterà che si tratta di una semplice ristrutturazione del servizio - sottolinea Zagaria - ma la realtà è che i tempi si allungheranno e gli ausili, per noi vitali, dovranno attendere i tempi di una burocrazia infinitamente disfunzionale». E per evitare la chiusura dell’ufficio protesi di Cecina le associazioni chiedono l’aiuto di tutti, anche e soprattutto dei sindaci che si riuniscono periodicamente in assemblea.
L’appello ai sindaci
«Sindaci, fateci sentire che siete realmente vicini a noi cittadini. Insieme ce la possiamo fare». Perché, secondo Zagaria, se tutti i sindaci dell’area Valli Etrusche decidessero di opporsi alla chiusura dell’ufficio protesi, la situazione potrebbe anche cambiare. La speranza è che si riesca a trovare in fretta una soluzione, anche perché la data del 31 ottobre si avvicina sempre di più.
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