Il Tirreno

Il cecinese Giuseppe Bernardo ai vertici dell’Auser territoriale

Leondina Marulli
Il cecinese Giuseppe Bernardo ai vertici dell’Auser territoriale

Eletto all’unanimità vicepresidente dell’associazione provinciale  dove affiancherà la presidente Paola Sinatti. «Sono lusingato» 

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Eletto all’unanimità vicepresidente del comprensorio territoriale Auser Giuseppe Bernardo, ex presidente Auser dal 2004 al 2017, su proposta del direttivo provinciale. Bernardo andrà ad affiancare nella sua attività di presidente Paola Sinatti, livornese, ed entra al posto del dimissionario Mauro Cusmai, presidente Auser di Rosignano. «Una carica per la quale ringrazio tutti quelli coloro che hanno fatto il mio nome e che mi hanno votato e che mi permetterà di collaborare con il presidente e di coordinare i presidenti delle diverse associazioni della provincia di Livorno, oltre che Castellina e Santa Luce, che sono in provincia di Pisa ma che fanno parte del comprensorio provinciale». Un ruolo al quale Bernardo non si è fatto trovare impreparato, già al lavoro per l’organizzazione della FestAuser, in programma per domenica 20, a partire dalle 12 con il saluto alle autorità presenti, presso l’associazione intercomunale anziani, in località Le Gorette, «uno spazio frequentato da persone provenienti dai comuni di Campi Bisenzio, Calenzano e Sesto Fiorentino».

Bernardo è stato presidente dell’Auser di Cecina per circa 13 anni, dando vita a progetti quali il nonno vigile e le vacanze in montagna per gli anziani «insieme ai vecchi presidenti, quali ad esempio Novellini o Benedetti, con i quali abbiamo messo in piedi una vera struttura. Nei primi annidi attività – ricorda Bernardo – offrivamo un servizio di accompagnamento anziani con volontari che utilizzavano mezzi propri. Con il tempo, abbiamo iniziato ad aggiungere altre attività, come la cura del verde, ed arrivarono in regalo le prime auto. In quegli anni abbiamo risposto ai bandi del servizio civile per cui vennero a prestare servizio anche persone giovani. Erano anni diversi - conclude Bernardo - durante i quali si andava in pensione prima e c'era più tempo a disposizione da dedicare al volontariato. Ora si va in pensione più tardi e spesso si resta in casa ad aiutare la famiglia e fare i nonni, ed è per questo che il numero dei volontari è sceso».—

Leondina Marulli

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