Gioco
Le nozze coi fichi secchi? Roba vecchia, un matrimonio al giorno è con vista mare
A Castiglioncello una sessantina di riti civili durante l’estate nelle strutture private convenzionate con il Comune
CASTIGLIONCELLO. Le nozze coi fichi secchi? Roba vecchia, antica, insomma sorpassata. Adesso chi decide di sposarsi preferisce farlo con vista mare. Magari immerso in un vigneto, come al Casale del Mare. Oppure con l’altare sistemato a due passi due dall’acqua, come succede a Villa Parisi e all’Astragalo, sempre a Castiglioncello. Di questa nuova tendenza che sta cambiando mercato e abitudini parlano i numeri dell’ultima estate che arrivano dalle strutture, in particolari ristoranti, che hanno aderito all’iniziativa del Comune di Rosignano sottoscrivendo un accordo con l’amministrazione che permette ai locali di trasformarsi, per la durata del rito, in casa comunale e celebrare i matrimoni civili.
Una sessantina, praticamente quasi uno al giorno, quelli celebrati nelle varie strutture in tre mesi. E più che i numeri «confortanti e in crescita», come spiega l’assessora al turismo Licia Montagnani, è l’identikit di chi sceglie queste location di nuova generazioni a far suonare il campanello della speranza. «Spesso – spiegano Alessandro Iannuzzi e Francesca Morosi, rispettivamente titolare e responsabile eventi di villa Parisi – si tratta di coppie che arrivano dall’estero affascinati dalla nostra costa. Sulla decina di matrimoni che abbiamo organizzato durante l’estate, la metà dei coniugi apparteneva a questa categoria di clienti».
Il vantaggio di chi sceglie questa formula è semplice. «Si risparmia agli invitati un viaggio – proseguono – e si gode di uno spettacolo unico facendo tutti più contenti». E quello che lentamente si sta innescando è un sistema matrimoni che in un futuro prossimo può essere un’opportunità non solo per i ristoratori ma per tutto l’indotto: fiorai, parrucchieri, noleggiatori di auto e albergatori, solo per fare qualche esempio. «L’idea – conferma l’assessora – è quella di creare una carta dei servizi da proporre ai tour operator dove offrire ai turisti una serie di opportunità sul territorio dalla quale scegliere quello che preferiscono». Dal canto loro, per i ristoratori si tratta di un modo di allungare la stagione scegliendo spesso di concentrare i matrimoni nella parte bassa della stagione, in particolare tra maggio, giugno e settembre.
«A Ferragosto – conferma Laura Marzari, che con il compagno gestisce il Casale del Mare che ha celebrato una quindicina di matrimoni negli ultimi mesi – evitiamo di organizzare pranzi di nozze poiché abbiamo una clientela alla carta che altrimenti rischia di essere penalizzata. Questo tipo di clientela cerchiamo di concentrarla in altri periodi. La risposta? Entusiasta. Anche perché di solito si tratta di coppie non proprio giovanissime e che si conoscono da anni». E vissero tutti felici e contenti.
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