Il Tirreno

la strada nel bosco 

«Rifatela com’era» L’azienda La Valle ripristini l’antica via sul Monte Coronato

Claudia Guarino
«Rifatela com’era» L’azienda La Valle ripristini l’antica via sul Monte Coronato

È il pronunciamento del Tar che obbliga chi ha fatto i lavori a riportare tutto alle condizioni originarie del sentiero 

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CASTAGNETO CARDUCCI. «Il Tar si è pronunciato – afferma la sindaca Sandra Scarpellini –, l’azienda, adesso, dovrà dunque provvedere al ripristino dei luoghi, come da rilievi effettuati dai carabinieri forestali e rispettando quanto contenuto nell'ordinanza emanata nell’ottobre del 2018». Stando così le cose, dunque, le opere effettuate dall’azienda agricola La Valle di Alessio Cristini dovranno essere adesso smantellate. Tutto ciò tenendo presente che il ricorrente potrebbe fare appello al Consiglio di Stato.

L’oggetto del contendere è un tracciato, un tempo un semplice sentiero e adesso invece, vera e propria strada, che si snoda tra gli alberi del Monte Coronato, sulle colline al confine con San Vincenzo.

Anni fa Alessio Cristini, titolare dell’azienda agricola La Valle, ha chiesto e ottenuto, dall’Unione dei Comuni delle colline metallifere, l’autorizzazione per allargare un percorso nel bosco lungo circa due chilometri e trecento metri.

Il cantiere, poi, è stato aperto, con grande sorpresa di chi era solito frequentare quei boschi, passeggiando per un sentiero che portava ai ruderi duecenteschi del Romitorio. La zona è isolata, e dunque non si è avuta subito la cognizione di quanto stesse accadendo tra quelle pendici. Le rumorose ruspe hanno spianato la strada, sradicando parti di macchia e creando un’ampia carreggiata dal fondo irregolare, realizzata in terra e pietra.

Si è dunque alzato un coro di no a quell’opera capace di stravolgere i profili del bosco che osserva monte Calvi. Il 14 agosto del 2017 Legambiente ha organizzato, proprio sullastessa strada, una marcia di protesta, alla quale ha preso parte anche Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte, già direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa.

Ma l’associazione non si è limitata a questo e ha deciso di presentare un esposto per denunciare ciò che ha definito «uno scempio».

A quel punto sono scattati i controlli dei carabinieri forestali e si è profilata un’ipotesi di reato legata alla presunta assenza delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche per la realizzazione di un’opera che, peraltro, avrebbe previsto anche un eccessivo allargamento della strada.

L’ipotesi di reato ai danni del paesaggio, contestata ad Alessio Cristini, è poi caduta. Nel novembre del 2018, infatti, il gip competente sul caso ha emesso un decreto d’archiviazione motivandolo così: «La notizia di reato è infondata e non si intravedono spazi per ulteriori sviluppi investigativi che possano dare corpo all’ipotesi accusatoria».

Nel frattempo, però, il 26 ottobre del 2018, il Comune di Castagneto Carducci ha emanato un’ordinanza nella quale si intimava all’azienda di ripristinare i luoghi entro 90 giorni.

L'atto sottolineava che quanto fatto nel bosco sarebbe stato eseguito senza il permesso di costruire che è previsto dalla legge e senza l'autorizzazione paesaggistica, considerato che l'intervento ha comportato «l'alterazione permanente dello stato dei luoghi».

Nel documento, dunque, era previsto l'obbligo di ripristino e, in caso di inottemperanza, decorsi i 90 giorni dalla notifica, la strada e l'area interessata dall'abuso sarebbero diventate parte del patrimonio comunale. Ed è contro quest’ordinanza che l’azienda Agricola La Valle ha fatto ricorso al Tar.

La sentenza, non è stata favorevole ad Alessio Cristini che a è costretto a rispettare quanto ordinato. Cioè rovvedere al ripristino dei luoghi, come da rilievi effettuati dai carabinieri forestali e rispettando quanto contenuto nell'ordinanza emanata nell’ottobre del 2018. C’è per lui la possibilitàdi ricorrere al Consiglio di Stato. —

Claudia Guarino

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di Redazione web