«Tasse e burocrazia frenano gli acquisti»
Nelle periferie i prezzi più bassi, tengono di più Centro, mare e Città Giardino. Chi sono i nuovi “pionieri” delle seconde case
«La nostra difficoltà è far capire qual è il prezzo reale di mercato, si corre il rischio di “offendere” le persone», spiega Giuseppe Mangano, titolare dell’agenzia Solemar: «Ci troviamo quasi sempre, specialmente in zona mare, a dover sanare modifiche (mai rese note) alla conformità urbanistica e catastale. E poi ci sono tasse e burocrazia aumentate a dismisura, e ormai specialmente la seconda casa la compra chi effettivamente la usa».
Pietro Campanelli, titolare dell’agenzia La Riviera racconta di come «nel 2013 addirittura le vendite si erano praticamente fermate, l’anno scorso invece è stato il migliore dal 2008. Nel 2019 però si torna a scendere, con meno vendite a fronte di prezzi in leggera flessione». La novità più rilevante per lui è costituita dai «“pionieri” della seconda casa, che negli anni Settanta-Ottanta erano i trentenni, mentre oggi sono gli ottantenni: prima erano gli imprenditori dell’entroterra toscano, oggi sono i nonni che prendono casa per far andare al mare il nipote. La seconda casa, specialmente per i villeggianti, è un incubo di tasse e adempimenti burocratici che non si vede l’ora di scaricare».
La visione del mercato cecinese secondo Stefano Guelfi, titolare dell’agenzia Orizzonti Immobiliari «è cresciuto – a livello di compravendite – negli ultimi due anni, almeno là dove i prezzi si sono attualizzati anche in maniera drastica». Guelfi pensa a «le periferie come parte di Palazzi, il Palazzaccio e il Fiorino (anche se tecnicamente è provincia di Pisa) là dove ci si allontana dal mare o dai servizi. In Centro, in zona mare e alla Città Giardino invece si fanno meno scambi, ma compensati dai prezzi che hanno tenuto».
Anche Gianni Vanni, titolare dell’agenzia Vanni Immobiliare, conferma «l’andamento positivo per le prime case, mentre le seconde quasi non si scambiano proprio». Previsioni? «Impossibile farne, in questo momento: si vive alla giornata, ci sono periodi in cui il telefono bolle e altri in cui non squilla. Naturalmente si spera sempre nell’assestamento del mercato, ma io confido nel fatto che l’italiano ha sempre creduto nel mattone, e per me è positivo». —
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