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Morto a 70 anni in ospedale, i ventinove medici indagati saranno ascoltati dall'Asl
Cecina, dopo quella della procura scatta anche l'indagine interna per ricostruire le cause del decesso di Roberto Biancani
CECINA. Non c’è solo l’inchiesta aperta della procura per cercare di chiarire cause, ed eventuali responsabilità, riguardo alla morte di Roberto Biancani, il settantenne scomparso il 29 settembre scorso all’ospedale di Cecina dopo quasi due mesi di ricovero durante i quali è stato sottoposto a cinque interventi chirurgici.
L’Asl ha infatti aperto un’indagine interna per ricostruire tutti i passaggi della vicenda. Una procedura usuale in casi simili, ma abbastanza rara se pensiamo al numero dei medici coinvolti. La commissione sul rischio clinico, infatti, nei prossimi giorni ascolterà tutti e ventinove i medici finiti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo perché in qualche modo hanno avuto a che fare con il paziente e soprattutto con il suo percorso ospedaliero.
«Per prima cosa – spiegano dall’azienda ospedaliera – vogliamo fare le condoglianze alla famiglia e dall’altra cercheremo di far luce su quanto avvenuto aspettando con fiducia i risultati della magistratura».
Dunque, in attesa dei primi esiti dell’inchiesta giudiziaria, eventuali situazioni critiche potrebbero emergere dalle deposizioni dei professionisti durante le audizioni davanti alla commissione. Al centro della denuncia presentata dalla moglie e dai due figli della vittima, la gestione del paziente durante i due mesi di ricovero: il settantenne si era presentato in pronto soccorso il 2 agosto lamentando debolezza e forti dolori allo stomaco. Dopo due giorni il trasferimento nel reperto di terapia in tensiva e poi, via via, l’insorgere di diverse problematiche: la prima alla cistifellea, seguita da una polmonite e poi anche un blocco renale che ha reso necessaria la dialisi.
Durante questo peggioramento cinque interventi chirurgici e mai – lamentano i familiari – la possibilità, se non qualche giorno prima del decesso, di trasferire il paziente in un’altra struttura. Intanto i carabinieri di Cecina, tra ieri e oggi concluderanno le notifiche per avvisare gli indagati che martedì prossimo in procura è fissato l’affidamento dell’incarico al medico legale Damiano Marra per eseguire l’autopsia. In quella circostanza gli avvocati dei professionisti – a garanzia dei clienti – potranno nominare un loro consulente affinché segua tutte le operazioni.
Toccherà poi all’anatomopatologo – su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Rizzo – cercare di accertare le cause del decesso consultando anche la cartella clinica del paziente che è stata sequestrata nei giorni scorsi dalla polizia giudiziaria dopo la denuncia dei familiari. Dopo queste operazioni la salma sarà restituita alla famiglia per i funerali che potrebbero svolgersi tra mercoledì e giovedì della settimana prossima. Mentre ci vorrà più tempo, almeno tre mesi, per avere i primi risultati che potrebbero portare alla riduzione del numero di indagati.
Possibile – è la domanda chiave attorno a cui ruoterà l’indagine – che aver sottoposto a uno o più interventi chirurgici il paziente abbia innescato un peggioramento delle condizioni di salute dell’ex poliziotto fino a causarne la morte?
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