Gioco
La Fondazione Geiger organizza una mostra nella sede di Basilea
L’associazione ha deciso di lasciare Cecina chiudendo le attività legate alle esposizioni
la perdita
«In Svizzera abbiamo aperto un’altra Fondazione ma con scopi completamente diversi per gestire il patrimonio secondo le mie disposizioni», raccontava Sibylle Geiger al Tirreno rispondendo a chi temeva che volesse trasferire l’attività culturale nella sua città d’origine. E poi aggiungeva: «Basilea non ha certo la necessità di avere una galleria, l’offerta di proposte culturali è già abbastanza vasta». Affermazioni che erano state rilasciate al nostro giornale lo scorso 19 settembre.
Ma già all'inizio di quel mese, su vari siti e riviste d'arte di mezzo mondo, era stato pubblicato il bando per la selezione di un curatore per la "Caribbean art initiative", organizzazione non-profit per la diffusione e la valorizzazione dell'arte e degli artisti originari dei Caraibi.
Un bando per ideare e curare una mostra collettiva proprio a Basilea, da organizzare in collaborazione con la "Kultur-Stiftung Basel H. Geiger". La fondazione culturale - come riporta il registro commerciale svizzero - che è stata costituita il 4 marzo scorso (cioè mesi prima della chiusura della Fondazione cecinese, che si trova in piazza Guerrazzi e dove è ancora in corso la mostra “Nudo! Tesori del museo delle antichità di Basilea”) e nel cui consiglio di amministrazione presieduto dallo stesso Raphael Jonas Suter (che già si era presentato ai media come il riferimento della “nuova Geiger”) siede il marito di Sibylle Geiger, l’ingegner Rocco Piermattei.
La scadenza del bando era stata inizialmente fissata per il 27 settembre e successivamente prorogata a lunedì scorso, 7 ottobre. Sibylle Geiger dunque risulta impegnata attivamente nella promozione e realizzazione di eventi culturali, come del resto si legge chiaramente nel nuovo statuto.
L'unica differenza riguarda i soggetti che materialmente eseguiranno il lavoro di ricerca, di relazione con i prestatori, e infine di allestimento vero e proprio.
Lavoro che a Cecina veniva svolto dagli otto dipendenti - come si legge nei cataloghi delle 34 mostre a ingresso gratuito allestite in questi dieci anni - di una realtà destinata a durare, nelle intenzioni che furono espresse nel 2009 dagli stessi fondatori, secoli dopo di loro.
Invece i due fondatori e mecenati hanno deciso di chiudere la sede cecinese. L’89enne Sibylle Geiger, sempre in viaggio tra la residenza di Casale Marittimo, alle porte di Cecina, e la sua Svizzera per sottoporsi a cure mediche, ha dichiarato di essere «costretta a lasciare per l’età e la salute». Resta il fatto che sono stati licenziati otto dipendenti di una istituzione al riparo da qualsiasi difficoltà economica, che il ricco indotto cresciuto intorno alle molteplici iniziative facenti capo alla Geiger ha subito un colpo durissimo, e che l'offerta culturale dell'intera Costa Etrusca ha perso un'occasione più unica che rara. —
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