Il Tirreno

Brutta cartolina da Caletta tra incuria, sporco e transenne

Alessandra Bernardeschi ;

Scarsa la manutenzione: da un edificio Anas semifranato a un sottopassaggio danneggiato e all’Aurelia poco sicura  

3 MINUTI DI LETTURA







Caletta, per gli automobilisti che arrivano da sud,è il primo paese turistico alle porte di Castiglioncello. Attira migliaia di turisti perché ben collegata al porto Cala de’ Medici che si trova a due passi, perché qui si tiene da quasi 50 anni la Festa del Pesce, perché tra gli anni Settanta ed Ottanta ha avuto una grande espansione urbanistica legata soprattutto alle seconde case. Una località che molti scelgono per gli stabilimenti balneari i cui gestori nel frattempo hanno investito creando ristoranti e caffetterie, per il mare e le due spiagge libere, tra le poche rimaste sul territorio tra Rosignano Solvay e Castiglioncello. Una località che, nonostante il cambio di generazioni, ha un forte nucleo identitario. Tutto questo stona, e non poco, con il suo stato di manutenzione. Lasciata alle spalle Rosignano Solvay, percorrendo la via Aurelia, passato di poco il parcheggio dei camper (l’unico nella zona), sulla destra si trova una casupola dell’Anas, come riporta la vecchia scritta. Ebbene l’incuria ha avuto la meglio sul piccolo manufatto: una parte del tetto è franato, la porta di legno, un tempo verde, è chiusa attraverso stecche piantate con chiodi. Sotto, di lato, un portone rotto ed aperto dove tutti, volendo (basta saltare la staccionata in metallo) potrebbero entrare. Accanto rifiuti, foglie secche ed erba alta. Proseguendo nel cammino, proprio a pochi metri, il botro di Crepatura. Qui un albero, mesi fa, è caduto sulla balaustra di legno che delimita la via Aurelia. La balaustra si è rotta ma mai è stata sostituita. Con il risultato che da tempo la zona è stata recintata con un nastro rosso e bianco, vi sono stati messi due cartelli stradali che indicano il pericolo per i pedoni e una sbarra di ferro.

Il marciapiede ormai è inesistente. Sull’altro lato, sempre sul piccolo ponte che attraversa il botro e segna sulla carta il confine tra Castiglioncello e Rosignano Solvay, ancora transenne di ferro che coprono la balaustra, evidentemente instabile, e un nastro bianco e rosso che segnala una situazione di pericolo. Per non parlare del sottopasso ferroviario di via dei Cipressi, danneggiato in più punti ed il cui stato di manutenzione è già stato segnalato dai cittadini.

Passato il centro del paese, sulla sinistra si trova il parco pubblico "Il Giardino di Caletta". Una parte del parco, ossia quella dove venivano organizzate manifestazioni durante l’estate, è ormai chiusa da circa due anni. La passata amministrazione comunale ha tentato più volte di dare in gestione l’area che deve essere riqualificata. Un'operazione che è andata a vuoto.

Piccola nota, nessuna fioriera lungo le strade che portano sul lungomare di Castiglioncello e un solo cestino dell’immondizia lungo la via Aurelia. Piccole cose, ma che balzano all’occhio in una località turistica che fino a qualche anno fa era uno dei fiori all’occhiello del territorio. Un anno fa circa gli operatori turistici formarono un gruppo per dialogare con gli amministratori chiedendo proprio azioni per riqualificare il centro di Caletta, porta di ingresso di Castiglioncello. Tra le richieste, oltre al rifacimento dei marciapiedi (i lavori sono iniziati a Portovecchio) e la messa in posa di fioriere e cestini, anche quella che il Comune si occupasse del piccolo immobile dell’Anas riqualificandolo e trasformandolo in un piccolo ufficio o centro di accoglienza turistica. I mesi sono trascorsi ma tutto sembra ancora immobile. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa