Gioco
Quel pasticciaccio brutto di via Fittovecchio
«Non capisco, non lo conosco, non è successo niente, non ricordo. Lui non li ha picchiati, loro hanno picchiato lui». Il fratello di Yuri Bogdanov, Marcel, di fronte al taccuino del Tirreno e alle telecamere di Rete 4, della sera di giovedì 3 fornisce versioni frammentate e contraddittorie. Come la palazzina di via Fittovecchio.
Dietro le porte (e le saracinesche dei garage) dello stabile arroccato sulla collinetta del Ponte si celano vari tipi di disagio. Le forze dell’ordine sono passate di lì solo un paio di volte, per controllare un residente ai domiciliari con obbligo di firma. Lo stesso Yuri, secondo alcuni.
Ma il ricambio di inquilini con forte accento dell’Est sul retro della palazzina è veloce (gestito dallo stesso Marcel, sempre secondo alcuni), i muri sono spessi, e nessuno quella sera ha visto o sentito niente. «Altre notti invece sì, e ho chiamato le forze dell’ordine perché degli uomini bevevano e urlavano», confessa un inquilino chiedendo l’anonimato, e poi aggiunge: «Per rientrare a casa c’è chi fa gira intorno allo stabile, per non passare accanto a quell’appartamento».
Yuri Bogdanov non vive lì, e di volta in volta è una faccia sconosciuta o un nome mai sentito prima. E chi è a conoscenza dei fatti di quel giovedì racconta di averne letto sul giornale, o di averlo sentito da amici e conoscenti.
Ma basta fare pochi passi lungo la via e spunta fuori chi almeno è stato attirato alla finestra dai lampeggianti della Polizia e dei Carabinieri, e poi ha sentito «l’urlo di una donna», e poi più niente.
«Sono persone che lavorano, questa storia è un fulmine a ciel sereno», spiega finalmente un vicino, Michele Montemagni, che poi aggiunge: «Una volta qui conoscevamo tutti, ma adesso tutto è cambiato. Il problema vero è che in situazioni di degrado come questa le forze dell’ordine, alle quali voglio esprimere la mia piena solidarietà, non possono far nulla. Non è una questione di nazionalità, ma quando non basta la vista della divisa a riportare l’ordine succedono fatti brutti». —
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