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Poliziotti aggrediti in servizio, la procura contro la scarcerazione
Cecina, il tribunale aveva deciso per l’obbligo di firma per Yuri Bogdanov, 44 anni, origini russe. La pubblico ministero si è rivolta al Riesame, ma c’è il rischio che il ricorso sia inutile
CECINA. La Procura di Livorno contro la scarcerazione di Yuri Bogdanov, il quarantaquattrenne di origini russe, arrestato nella notte di giovedì 3 ottobre in via Fittovecchio dopo aver aggredito due agenti del commissariato di Cecina e rimesso in libertà con l’obbligo di firma il giorno successivo dal giudice al termine dell’udienza di convalida.
Un caso che ha scatenato molte polemiche sia politiche che da parte dei sindacati di polizia, soprattutto per le conseguenze che l’aggressione ha avuto nei confronti degli agenti: una ricoverata in prognosi riservata per un infarto legato allo stress e il collega dimesso con dieci giorni di prognosi. E per la vicinanza temporale con il duplice omicidio di due poliziotti a Trieste. Una scelta, però, quella della pubblico ministero Antonella Tenerani, titolare del fascicolo, presa non sull’onda delle polemiche, ma in punta di diritto e che ricalca la richiesta fatta dalla stessa magistrata in sede di udienza di convalida quando aveva chiesto per il quarantaquattrenne la custodia in carcere.
Alla base della decisione di rivolgersi al tribunale del Riesame di Firenze che dovrà esaminare il caso, l’idea che per un soggetto come il quarantaquattrenne, con diversi precedenti penali sempre per resistenza, l’obbligo di firma non sia una misura idonea. E dunque che il Tribunale abbia effettuato una valutazione errata. Ma adesso il rischio è che l’appello al Riesame sia superfluo e che il caso non venga mai trattato. Il motivo? Molto probabilmente arriverà prima la sentenza per direttissima del Tribunale di Livorno dell’udienza per decidere se fosse giusto o meno tenere il quarantaquattrenne in carcere.
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