Il Tirreno

STAZIONI DECLASSATE UN DANNO AL TURISMO

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Un comune con più di 30mila abitanti come Rosignano non può non avere una vera stazione ferroviaria, con tanto di biglietteria. E invece la scelta di Trenitalia è di tagliare ancora i servizi. Impresenziata ormai da tempo la stazione di Castiglioncello, una delle mete più importanti del turismo costiero, inutilizzato lo scalo di Vada, ora anche Rosignano Solvay resta senza biglietteria.

A giugno lo sportello col personale ha chiuso i battenti: sembrava una decisione temporanea, limitata al periodo estivo, ma si è trasformata in un taglio permanente. Una scelta che penalizza i residenti e il turismo. Si fa un gran parlare di trasporti integrati, di città smart... ma senza treni non è pensabile una riorganizzazione della mobilità.

Come ha dichiarato ieri al cronista del Tirreno una barista di Rosignano Solvay che da molti anni svolge un servizio aggiuntivo di vendita dei biglietti per conto di Trenitalia, si tratta di un servizio ridotto, perché può vendere solo biglietti locali. Niente ticket per treni veloci. E questo è un altro tema caldo, perché tutte le stazioni della costa da Cecina a Castiglioncello non hanno più o quasi fermate di Freccia bianca. Ne sono rimasti pochissimi a Cecina. Chi vuole prendere un treno veloce si deve spostare su Livorno a nord o Campiglia a sud. Col risultato che tutta la costa etrusca è tagliata fuori dalle grandi direttrici ferroviarie. Declassata. Serve una ri-programmazione dei servizi, altrimenti gli Ambiti turistici restano parole vuote. —

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di Redazione Pisa