La nuova sfida di Daniel: insegna il calcio amputati a medici e manager
A 17 anni il grave infortunio, il calvario in ospedale, il riscatto. Dopo la Nazionale è testimonial Fispes al Medical Challenge
LA STORIA
“Vivi la vita”, si è tatuato sul corpo, benché la vita – quel maledetto 28 ottobre di 13 anni fa – gli avesse giocato un brutto scherzo. Eppure in questa frase è racchiuso un po’ tutto il mondo di Daniel, dal baratro alla risalita, dall’incubo alla riscossa.
Daniel Priami giocava nel Cecina, in serie D, come portiere. Ed era quel che si dice una promessa. Quel sabato era impegnato con la formazione Juniores a Guardistallo. Durante uno scontro aereo con un avversario cadde male a terra, piombando col corpo sul braccio destro. Diagnosi dura, frattura di ulna e radio. Ma quel che accadde dopo fu ancora peggio. Ingessato, il braccio gli andò in cancrena per un’infezione ed una settimana dopo, con l’infezione avanzata, ai medici non restò altra scelta che l’amputazione. Vicenda dolorosa, quello di un sogno spezzato di una giovane promessa del calcio, con inevitabili strascichi giudiziari e due medici condannati in primo grado per lesioni gravissimi. Poteva finire tutto. «Quel giorno mi cascò il mondo addosso», ci raccontò più tardi Daniel. Invece è stato l’inizio di una bellissima favola di vita e sport. Che non si esaurisce.
Perché Daniel, che oggi ha 30 anni, ha avuto quel coraggio che molti non hanno quando ricevi un colpo così tremendo. Si è rialzato ed è tornato a fare sport a livello agonistico, senza smettere di fare quel che faceva, il portiere. «Nel maggio 2013 vengo contattato da Salvatore La Manna che mi manda un messaggio su Facebook, dicendomi che la Nazionale Italiana Calcio Amputati cercava un portiere. Io lì per lì ho risposto: “Sicuro in porta? Io gioco in campo”. Dopo mesi di riflessione ricevo un altro messaggio di Salvatore che mi dice che la Nazionale era in ritiro a Pisa. Un segno del destino. Essendo io di Livorno, non potevo non andare. Devo anche ringraziare la mia compagna che mi ha spinto tanto a farlo. Ricordo ancora il primo impatto. Andai a cambiarmi e a mettermi il guanto e dopo 10 anni… che bella sensazione».
Da allora è un punto di forza della Nazionale Azzurra degli amputati, ma soprattutto un testimonial della Fispes (federazione italiana sport paralimpici e sperimentali) che conta anche su di lui («è un esempio», ci dicono dalla federazione) per allestire quanto prima una squadra amputati anche in Toscana. Dopo aver partecipato ai Mondiali in Messico un’altra importante sfida è nell’orizzonte del calciatore livornese che il 12 e 13 ottobre prenderà parte al Medical Device Chalenge nell’Oasi naturalistica Dynamo di Limestre, a Pistoia. Daniel insegnerà il calcio amputato a 150 tra amministratori delegati, top manager e lavoratori delle imprese dei dispositivi medici. Saranno quattro le sfide sportive in cui ci si metterà alla prova con gli atleti, dalla corsa in carrozzella ai calci di rigore amputati. La due giorni di sport e solidarietà voluta da Confindustria Dispositivi Medici per sostenere Dynamo Camp, si arricchisce infatti quest’anno della partecipazione di alcuni atleti paralimpici di cui Priami è un testimonial.
«Con la seconda edizione di questa iniziativa – ha dichiarato Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria Dispositivi Medici – vogliamo rinnovare il nostro sostegno al Camp di Terapia Ricreativa Dynamo, unico in Italia, che offre programmi gratuiti a bambini e ragazzi con patologie gravi e croniche, attraverso l’impegno delle aziende associate. Ma vogliamo fare anche di più: promuovere una società più inclusiva ed equa, dove trova spazio la cultura della diversità e della sfida per la vita, avviando un percorso di cambiamento, a partire dalle nostre aziende. Il lavoro delle imprese dei dispositivi medici porta con sé una vocazione sociale enorme, visto l’impatto sulla vita e il benessere delle persone insito nell’uso dei device. L’esperienza con gli atleti paralimpici sono certo poterà alle aziende e alle persone che lavorano nel settore una maggiore consapevolezza di questo ruolo e contribuirà nel contempo a quel cambiamento culturale indispensabile per costruire ponti nella diversità e creare opportunità oltre le barriere». La Dynamo Academy sostiene Dynamo Camp, che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni, affetti da patologie gravi e croniche, alle loro famiglie e ai fratelli e sorelle sani. Le attività si svolgono al Dynamo Camp, a Limestre (Pistoia). —
A.R.
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