Il Tirreno

Stazioni centenarie disabitate Così si allontanano i visitatori

M.S.

Il Comune vuole liberare dalle auto i centri urbani e i luoghi turistici ma deve fare i conti con un’offerta ferroviaria che punta altrove 

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rosignano. Un Comune, sei frazioni, 30mila 800 abitanti, tre stazioni (Castiglioncello, Rosignano e Vada) ubicate sulla ferrovia Tirrenica, e zero biglietterie animate dal personale in divisa Trenitalia.

Dal sito internet www.trenitalia.com si accede all’area Treni Regionali, da cui si passa alla sezione Toscana, per approdare alla pagina “Servizi in Stazione Toscana”, dove si scopre – tra l’altro – che lo scalo di Rosignano è l’unico tra quelli “temporaneamente chiusi” (che sono Borgo S. Lorenzo e Certaldo) a non essere “presenziato con Customer Care”: niente desk dedicati al trasporto regionale a disposizione dei viaggiatori per fornire loro assistenza ed informazioni su collegamenti, binari di partenza, orari e coincidenze, promozioni e servizi disponibili, segnalazioni e reclami, scioperi.

A Castiglioncello e Vada neanche a parlarne; nella frazione vadese non ci sono nemmeno le biglietterie self service.

Per parlare con un dipendente Trenitalia, per chiedere informazioni, o cercare di ottenere un indennizzo per il ritardo del treno, bisogna andare a Livorno o a Cecina.

«La chiusura è dovuta alla riorganizzazione della rete di vendita», spiegava l’azienda al Tirreno, ma i residenti ancora si domandano che fine ha fatto il volantino, affisso allo sportello di Rosignano, che indicava la serrata dal 10 giugno al 30 settembre: è sparito allo scoccare del 1° ottobre.

I tre scali, classificati da Rfi nella categoria “Silver” sono stati inaugurati rispettivamente nel 1910, 1916 e – insospettabilmente – ultimo ventennio del diciannovesimo secolo. La Stazione di Castiglioncello fu realizzata ad immagine e somiglianza del castello Pasquini, quella di Rosignano nacque grazie alla pianificazione della Solvay; quella di Vada ospita due lapidi in memoria dei caduti sul lavoro e di giovani deportati.

Tre scali per tre località che, in particolar modo durante la stagione estiva, sono meta turistica di visitatori attratti dal lusso del promontorio, dal borgo medievale o dal candore delle Spiagge Bianche.

Tre località che fanno capo al solo Comune di Rosignano Marittimo, che investe sul turismo (su quello “lento”, in particolar modo), che realizza piste ciclabili e pedonalizza le piazze e i centri, che limita o disincentiva l’uso dell’automobile da parte dei visitatori con gli stalli blu, e che infine aspetta in gloria la ciclovia Tirrenica che – a causa della presenza invalicabile del Romito – deve passare necessariamente dai binari del treno.

Ma per raggiungere il territorio comunale di Rosignano, partendo per esempio da Milano, Frecce e Intercity fanno scalo inesorabilmente a Firenze o a Pisa. E venendo da Roma l’ultimo avamposto dei convogli a velocità superiore è Campiglia Marittima. Qui fermano solo regionali. —

M.S.

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