Gioco
«Senza sportello il territorio è più povero, noi non possiamo sostituirci a Trenitalia»
Edicolanti e tabaccai non hanno accesso ad abbonamenti e biglietti per i treni veloci, né hanno facoltà di erogare indennizzi
I giorni passano ma Trenitalia tace, e la biglietteria di Rosignano resta chiusa. La partecipata di Ferrovie dello Stato Italiane, confermando che la biglietteria «per il momento resta chiusa», invitava i rosignanesi a servirsi – oltre che dalla app e dal sito – presso edicole e tabaccai convenzionate Lottomatica; e Il Tirreno ha fatto la prova.
«I biglietti del treno non li vendo, e neanche quelli del bus. I margini sono troppo bassi», precisa subito Alessandro Marinai, titolare de “Le 2 emme” in piazza Monte alla Rena: «Questa è una delle edicole più conosciute della città, e io faccio già consegne in giro per il Comune. Non ho tempo né guadagno a fare anche questo servizio».
Chi invece è ben contento del flusso di viaggiatori nel suo punto vendita è Federico Menichini, titolare della tabaccheria omonima in piazza Pardubice: «Qui vengono tanti turisti, e con la convenzione Lottomatica prendo una percentuale per ogni biglietto o abbonamento. Anzi, per me è conveniente: ci sono più garanzie e meno trafile rispetto agli autobus. L’unica cosa che non posso fare – conclude – è dare informazioni agli utenti, perché la macchinetta non mi fa accedere agli orari né scegliere il tipo di convoglio».
Per il resto invece, spiega Sara Toninelli dell’edicola-tabaccheria Bicego Patrizio, il terminale «consente di fare anche annullamenti e rimborsi. E visto che per le riduzioni Isee servono solo le generalità, non siamo noi a dover controllare».
Stessa posizione di Antonella Baldini, che tuttavia dal bar-pasticceria proprio di fronte ai binari (che porta il suo cognome e sulla vetrina espone – per fugare ogni dubbio – il simbolo di Trenitalia) solleva quello che forse è il punto nevralgico dell’intera questione: «Noi ci siamo attrezzati una quindicina di anni fa come supporto alla biglietteria, e da allora siamo arrivati alla terza-quarta generazione di macchinette. Però possiamo fare solo biglietti e abbonamenti per treni regionali, che sono gli unici che fermano qui: niente Frecce o Intercity, nemmeno in combinazione col regionale. E niente indennizzi per i ritardi, per i quali bisogna rivolgersi al personale in divisa».
Da Baldini finiscono tutti quelli che rischiano di perdere il treno, magari perché all’unico self service della Stazione (i locali dell’ex tabaccheria sono vuoti e fatiscenti) c’è la fila. Sempre che il negozio non sia in ferie, nel qual caso c’è il biglietto a bordo. Con sovrapprezzo. —
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