Attenzione
Dipendenti “al nero”, multa di 20mila euro
Sanzionato anche il titolare di un bar per l’impiego di lavoratori senza contratto, dovrà pagare 5mila 400 euro
Vendeva prodotti agricoli, con orari di apertura molto ampi e un’esposizione che non passava inosservata. E a servire i suoi numerosi clienti, alla cassa si alternavano due volenterosi ventenni.
Eppure, dal riscontro dei dati in possesso alle fiamme gialle della Tenenza di Cecina, al comando della tenente Elena Mariotti, il fruttivendolo cecinese non risultava aver assunto lavoratori subordinati. I finanzieri così hanno avviato un accertamento fiscale nei confronti del commerciante, e alcuni giorni fa sono andati a trovarlo nel suo negozio nell’ambito di controlli in materia di “lavoro nero” affiancati alle verifiche e alle ispezioni mirate alla prevenzione e al contrasto dell’evasione fiscale.
Entrando nell’esercizio commerciale, i militari hanno potuto accertare che i due unici dipendenti, due ventenni di origine egiziana addetti alla vendita, lavoravano appunto “in nero”. E hanno fatto scattare la maxi-multa da 20mila euro.
La normativa in materia prevede che l’impiego di personale senza contratto in misura pari o superiore al 20 percento del totale dei lavoratori presenti presso un esercizio, sia sanzionato con la sospensione dell’attività imprenditoriale. Provvedimento, nel caso in questione, adottato dall’Ispettorato nazionale del Lavoro.
Il fruttivendolo dunque, anche lui di origine egiziana come i due dipendenti, potrà ottenere la revoca della sospensione e “riaprire bottega” solo quando regolarizzerà i due collaboratori e solo dopo aver pagato per intero all’Erario l’importo della sanzione.
Un altro commerciante cecinese invece, titolare di un bar senza cucina nel Comune di Rosignano Marittimo risultato non in regola con la normativa previdenziale, è stato “stangato” dalle fiamme gialle della Tenenza di Castiglioncello, al comando del luogotenente con “cariche speciali” Bruno Masiello.
L’uomo, un 48enne, impiegava due concittadini, un 38enne e una 30enne, senza aver stipulato con loro un contratto di lavoro. I due servivano caffè e farcivano panini da vendere al bancone ma non erano stati assunti.
Anche in questo caso è scattata l’attività ispettiva presso l’esercizio commerciale, e il datore di lavoro dovrà ora regolarizzare nei confronti dell’Inps e dell’Erario le inadempienze commesse, pagando una sanzione da 5mila 400 euro.
I casi in questione sono due recenti esempi degli esiti delle attività di polizia tributaria messe in campo dalla Guardia di Finanza per salvaguardare le imprese labroniche dalla concorrenza sleale generata dall’economia sommersa. —
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