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Cecina, mammografie abbandonate nel corridoio dell'ospedale: il caso dal Garante
Livorno, l'Asl ha aperto un fascicolo: qualcuno potrebbe aver letto le cartelle cliniche di centinaia di pazienti. Ne risponderà il direttore generale
LIVORNO. Non si è fermata alla rimozione degli scatoloni, la storia delle centinaia di mammografie abbandonate in un corridoio dell’ospedale di Cecina, denunciata dal Tirreno due settimane fa. Come avevamo scritto, l’Asl ha avviato un’indagine interna per capire per quale motivo quegli scatoloni fossero stati lasciati di fronte all’ascensore D1, al piano interrato, accanto a barelle e sedie dove tutti i giorni attendono il proprio turno decine di pazienti.
Nel frattempo la responsabile della protezione dei dati personali dell’Asl Manuela Folena ha aperto un fascicolo come previsto dalla legge, facendo una segnalazione al Garante della Privacy. A dover rendere conto dell’accaduto sarà il direttore generale dell’azienda Maria Letizia Casani, nella sua veste di titolare del trattamento dei dati personali. Il nodo del contendere è chiaro: qualcuno - nei due giorni in cui gli scatoloni sono stati lasciati nel corridoio, aperti, alla portata di tutti - potrebbe aver letto oppure preso informazioni di pazienti che erano passate dall’ospedale di Cecina per eseguire la mammografia tra il 2004 e il 2006.
Proprio per questo, seguendo la procedura prevista dai protocolli di tutela della privacy, l’Asl ha anche aperto un canale per consentire ai possibili diretti interessati di avere tutte le informazioni relative alla mancata custodia delle cartelle cliniche contenenti mammografie eseguite eseguite in quel biennio. «Le scatole - spiega l’Asl - sono state prontamente rimosse e la documentazione in esse contenute è stata di nuovo messa in sicurezza, ragion per cui non si ritengono probabili eventuali conseguenze riconducibili al fatto. Ad ogni modo, la direzione dell’ospedale di Cecina ha disposto ulteriori misure per evitare il ripetersi di fatti come questo e mette a disposizione per ogni informazione da fornire ai diretti interessati il numero di telefono 0586 614281 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12».
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