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la polemica 

«Basta cave a Castagneto» Scarpellini contro la Regione

Claudia Guarino
«Basta cave a Castagneto» Scarpellini contro la Regione

Via libera col nuovo Piano per scavare a Romitorino e Valle delle Dispense Ma la sindaca dice no: «Lo sviluppo passa da turismo e unicità paesaggistiche»

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Rivedere il Piano cave per declassare i giacimenti potenziali individuati all’interno del territorio comunale di Castagneto Carducci. È questo, a grandi linee, il contenuto dell’osservazione che il Comune presenterà alla Regione Toscana. «Non vogliamo che siano aperte nuove cave – sottolinea la sindaca Sandra Scarpellini –. Il futuro di questo territorio non può basarsi sugli scavi».

Il 31 luglio il consiglio regionale ha adottato il Piano regionale cave (Prc), uno strumento di pianificazione territoriale che disegna la geografia toscana delle attività estrattive. Per l’area di Castagneto sono stati individuati due giacimenti potenziali: Romitorino e Valle delle Dispense, attualmente non interessati da perimetri di cava attivi. Gli enti hanno tempo fino al 20 ottobre per presentare eventuali osservazioni, prima che il documento torni in consiglio per l’approvazione definitiva, e l’intenzione del Comune è quella di «chiedere alla Regione che si faccia carico di una visione territoriale più vasta, che tenga conto delle specificità territoriali – ha detto la sindaca –. Lo sviluppo di Castagneto deve basarsi su altro: sul turismo e sulle sue unicità paesaggistiche. Non di certo sulle cave».

CHE COS’È IL PRC

Il Prc è uno strumento di pianificazione territoriale che definisce, sul territorio regionale, le zone in cui possono essere localizzate le aree a destinazione estrattiva (i giacimenti e i giacimenti potenziali), individuando la tipologia di ciò che può essere estratto in base alla sua destinazione sul mercato e il fabbisogno di materiale. Il Piano regionale cave «ha validità a tempo indeterminato e può essere aggiornato e modificato», mentre «il riferimento temporale degli obiettivi di produzione (basato sulla stima del fabbisogno regionale di materiale) è di venti anni», è possibile leggere in uno degli atti che compongono il Prc.

I GIACIMENTI

A Castagneto sono stati individuati due giacimenti potenziali, ovvero «porzioni di suolo che, in relazione agli aspetti paesaggistici, naturalistico-ambientali, geologici, infrastrutturali e socio-economici, per essere indicate come giacimenti necessitano di un maggiore approfondimento, da sviluppare a livello della pianificazione locale». Sono giacimenti potenziali Romitorino e Valle delle Dispense. Entrambi hanno come materiale estraibile il marmo.

LA PRODUZIONE

Questi siti sono inclusi nel comprensorio territoriale “calcari di Castagneto” per il quale è stata assegnata una quantità di materiale estraibile in base a fabbisogni regionali calcolati da qui al 2038. L’obiettivo di produzione, in particolare, è di 60mila metri cubi. C’è poi il sito denominato Fonte dell’acqua calda, in cui è possibile estrarre materiale storico utilizzabile per l’edilizia monumentale o per la realizzazione di manufatti di interesse artistico. «Recentemente abbiamo dovuto adeguare gli strumenti comunali al Paerp (piano provinciale delle attività estrattive ndr) – afferma Scarpellini – E, di fatto, non c’è il divieto di aprire nuovi fronti di cava. Ma la nostra intenzione è di non andare verso una ripresa dell’attività estrattiva, perciò vorremmo inserire nel nuovo piano strutturale un divieto in questo senso». —

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