Gioco
Asfalto rotto, erbacce e recinzioni divelte Sos dalla pista ciclabile sull’ex Aurelia
Da Vada a Rosignano Solvay il percorso è utilizzato poco e male. E nel centro urbano le fioriere sono abbandonate
Asfalto frantumato, arbusti che invadono la carreggiata dedicata alle biciclette, sbarre di protezione rotte in più punti, rovi che travalicano le recinzioni, mattonelle sconnesse. Benvenuti sulla pista ciclabile che dal centro di Vada porta a Rosignano Solvay. Una pista che dovrebbe essere utilizzata da tutti coloro che si spostano su due ruote, la famosa mobilità dolce, che non inquina e che fa bene alla salute. La situazione relativa al decoro, non è migliore nel centro di Rosignano Solvay. Il nostro percorso inizia alle porta di Vada. La situazione peggiora man mano che lasciamo il centro della frazione. Pochi i ciclisti che utilizzano la pista a loro dedicata; qualcuno preferisce percorrerla per fare footing o passeggiare. Tre chilometri di pista progettata nel 1999, inaugurata il 13 ottobre del 2002, 500mila gli euro investiti tra Comune e Regione. Una pista fortemente voluta dall’allora amministrazione comunale e sulla quale le stesse amministrazioni, nei vari anni, hanno investito più volte. Nel 2016 furono stanziati 120mila euro per rifare l’asfalto pieno di buche e alcuni tratti rotti di staccionata. Oggi, a parte il senso generale di incuria, la situazione peggiore è tra Vada e l’accesso al parcheggio alle Spiagge Bianche. Più di uno i tratti di staccionata che corre lungo la via Aurelia e che dovrebbe proteggere i ciclisti dalle autovetture che sfrecciano di lato, sono rotti o divelti. Accanto alla staccionata in legno sono cresciuti arbusti che, in alcuni punti, ricoprono la barriera stessa. In altri l’asfalto della strada è frantumato con rischi evidenti di sicurezza. Andiamo avanti. All’altezza di uno dei vecchi immobili di proprietà della società Solvay i rovi fuoriescono dalla rete di confine e stanno invadendo il percorso ciclabile. Canne fiorite, ancora arbusti, fino ad arrivare all’imbocco con il parcheggio delle Spiagge Bianche. Qui l’asfalto lascia il posto alle mattonelle che delimitano la pista. Anche in questo caso le mattonelle sono sconnesse con avvallamenti. E anche qui le canne invadono il percorso. In alcuni punti non mancano neanche rifiuti gettati ai margini della pista, tra l’erba. La situazione migliora avvicinandosi al centro di Rosignano Solvay. Pochi coloro che praticano il ciclismo per sport che percorrono la ciclabile. La imboccano soprattutto i cittadini che si spostano in bici a livello amatoriale o che decidono di fare una pedalata. Il percorso termina nel centro di Rosignano Solvay. Qui la pista ciclabile è nuova di zecca. A balzare agli occhi, però sono quei 4 alberelli posizionati davanti alle nuove barriere antirumore al posto del passaggio a livello. Alberelli messi dentro a fioriere squadrate, o accanto alle panchine, che dovevano abbellire la zona e che oggi, a pochi mesi dall’inaugurazione della pista ciclabile e del nuovo centro di Rosignano Solvay, sono completamente secchi. Oltre, nel centro della frazione e del corso che una volta fu centro commerciale di Rosignano Solvay, lungo i binari del treno, ben visibili vista la trasparenza delle barriere, erba alta, scritte sui muri e sulle barriere stesse. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google