Il Tirreno

A Rosignano stagione già chiusa: vetrine coperte, spiagge vuote e piene di alghe. "Ci vediamo a Pasqua"

Lucia Aterini
A Rosignano stagione già chiusa: vetrine coperte, spiagge vuote e piene di alghe. "Ci vediamo a Pasqua"

La destagionalizzazione? La Regione: «Non ci si riesce» Il sindaco: «Si punta sul Castello Pasquini con 800mila euro»

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LIVORNO. Il calendario dice che siamo già in autunno ma il termometro, intorno a mezzogiorno, segna ancora 25 gradi e il clima è migliore di quello d’agosto. Ma a Castiglioncello e a Rosignano sono già “in vacanza”: gran parte degli alberghi e dei negozi sono chiusi. In via Fucini, a Castiglioncello, c’è un commerciante che ha già dato appuntamento ai suoi clienti a Pasqua con una scritta bianca sulla vetrina coperta di fogli gialli.

I parcheggi delle strade di accesso alle spiagge sono completamenti vuoti, a piedi si incontrano solo alcuni turisti tedeschi e russi. Le spiagge, siamo a metà della settimana, sono un po’ più popolate con i bagnanti che camminano tra vari accumuli di alghe. A Rosignano, invece, i turisti si contano davvero sulle dita e nei ristoranti lungomare si vedono molto clienti in giacca e cravatta. Pochi quelli con i pantaloni corti e le infradito. Eppure, secondo le prime indicazioni ricevute a livello regionale dall’Osservatorio turistico di destinazione, settembre sta avendo dei buoni numeri in termini di arrivi.

L’allungamento della stagione, però, qui non si vede anche se è un tema su cui la nuova giunta si sta già confrontando: «Vogliamo valorizzare le risorse del territorio: dall’enogastronomia, al settore matrimoni a quelli dei convegni - spiega il sindaco di Rosignano Daniele Donati - puntiamo a un collegamento importante con gli altri comuni della Costa Etrusca per mettere in rete tutte le occasioni a disposizioni». Tra l’altro , a proposito del segmento convegni, «a ottobre partiranno i lavori di adeguamento e ristrutturazione del Castello Pasquini - va avanti il sindaco - è un intervento da 400mila euro a cui ne seguirà un secondo sempre della stessa cifra. Tutto questo per ampliare le possibilità del Castello di ospitare eventi».

«Non si riesce a destagionalizzare purtroppo, la situazione è come quella di un gatto che si morde la coda - spiega Stefano Romagnoli responsabile della Regione del settore politiche di sviluppo e promozione del turismo - le strutture non stanno aperte perché non ci sono eventi e gli eventi non vengono organizzati perché le strutture sono chiuse. D’altra parte, per fare un esempio, un albergo, per rimanere in equilibrio, deve avere almeno il 35-40% delle notti coperte».

L’unica strada è quella di un lavoro «certosino e molto faticoso - va avanti Romagnoli - in cui fin dall’inizio l’obiettivo sia quello di parlare con gli imprenditori e puntare sull’organizzazione che è l’aspetto che manca».
In sostanza la strada è quella di un tavolo a cui si debbano mettere a sedere tutti gli attori e qui creare delle occasioni. «La sfida è - aggiunge Romagnoli - sulle capacità di proporre esperienze, i turisti non vogliono più stare solo negli stabilimenti balneari . E questi imprenditori possono candidarsi per programmare attività».

Per esempio il sindaco di Livorno Luca Salvetti sta portando avanti un’azione per la mostra di Modigliani dove, si stima, arriveranno dagli 80 ai 100mila visitatori. Come ha spiegato di recente durante la presentazione dell’avvio dell’Ambito turistico con Collesalvetti e Capraia convocherà per il 3 ottobre un incontro con tutti i sindaci della provincia per creare un pacchetto di eventi, diversificati secondo le zone, da offrire a chi verrà a visitare la mostra. Un traino da sfruttare in più direzioni, insomma.
 

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