Il Tirreno

paura in via Val di Cecina 

A fuoco in piena notte l’auto di una donna È caccia all’incendiario

Matteo Scardigli
A fuoco in piena notte l’auto di una donna È caccia all’incendiario

Il rogo è divampato alle 2 nella periferia Nord di Palazzi Spunta il testimone, ipotesi piromane o pista persecutoria 

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Via Val di Cecina, di fronte al numero civico 52, estrema periferia nord del rione Palazzi. Sono circa le 2 della notte fra venerdì e ieri, quando la telefonata di un residente della zona allerta i vigili del fuoco del distaccamento cecinese, che si lanciano in strada a sirene spiegate.

La segnalazione raggiunge anche ai Carabinieri della compagnia di Cecina, coordinata dal comandante Christian Bottacci. Si teme il peggio, tanto che sul posto vengono fatti intervenire anche i volontari della Misericordia di San Pietro in Palazzi.

Le fiamme si stagliano nella notte. Il rogo sta distruggendo ciò che resta dello scheletro di una macchina in sosta sul lato della carreggiata, una Panda di proprietà – scopriranno i militari dell’Arma – di una residente della via, sprigionando una colonna di denso fumo nero e pesante verso il cielo, proprio sulla curva della strada che costeggia le ultime case della frazione, al di là della pista ciclabile.

I primi a tirare un sospiro di sollievo sono i soccorritori crociati, non appena appare evidente che non ci sono persone coinvolte. E anche per i vigili del fuoco, spento l’incendio, il peggio è ormai passato. La notte invece non è finita per i Carabinieri, ai quali spetta il compito più arduo: trovare il colpevole. Perché il sospetto c’è, ed è praticamente certezza, che l’auto non si sia incendiata da sola.

Compito nel quale i militari dell’Arma potrebbero essere avvantaggiati, dato che si sarebbe fatto avanti un testimone che si trovava in zona pochi minuti prima del fatto. Una guardia giurata, che stava svolgendo il servizio notturno di vigilanza presso alcuni edifici dell’area, avrebbe infatti riferito di aver visto una figura maschile aggirarsi in prossimità dell’auto poco prima del rogo.

La prima ipotesi è quindi quella del gesto persecutorio: una ritorsione messa in atto da un uomo legato alla vittima. La seconda invece, per questioni “logistiche”, farebbe pensare all’opera di un piromane: nei mesi scorsi, nella zona Nord di San Vincenzo e dintorni, si sono verificati episodi similari e riconducibili all’opera di un piromane seriale, che potrebbe essersi spostato nell’area periferica di Cecina.

I Carabinieri proseguono nelle scrupolose indagini con il massimo riserbo, senza tralasciare alcuna pista. E la carcassa dell’auto, nel frattempo, è stata rimossa dalla strada. —

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