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Villa Celestina, stop al Cardellino: la concessione a un’altra società
Castiglioncello: l'esclusione decisa dal Demanio per una discordanza sui documenti presentati in sede di assegnazione
CASTIGLIONCELLO. In un momento in cui gli alberghi di Castiglioncello attirano l’interesse di varie società pronte a ristrutturarli, la riapertura e lo sfruttamento della storica villa Celestina, ha una battuta d’arresto. Dopo che l’Agenzia del Demanio aveva assegnato in via provvisoria la concessione di valorizzazione per 44 anni alla società Il Cardellino, amministrata da Niccolò Vestrini (proprietario dell’omonimo ristorante), ora, in sede di assegnazione definitiva, c’è stata la sua esclusione. Questo per una discordanza riscontrata sul piano economico finanziario. Come spiega l’Agenzia del Demanio, «nonostante che il contenuto del piano fosse stato asseverato, la commissione ha rilevato che quello presentato in sede di partecipazione alla gara non coincideva con quello per l’ aggiudicazione definitiva». Una condizione invalidante che prevede l’esclusione dalla concessione anche se il piano presentato in seconda battuta fosse stato migliore del primo.
Un caso questo, tra l’altro, frequente perché le regole date dall’Agenzia sono estremamente stringenti «per assicurare la trasparenza». La direzione generale ha chiesto di modificare il piano. «Ma - spiegano sempre dall’Agenzia - la società non ha prodotto la documentazione modificata».
L’aggiudicazione (provvisoria) della concessione è andata alla società che era al secondo posto, la G.V. Investments della famiglia Spinnato, proprietaria di un bar e di un albergo. Ma, mentre l’Agenzia sta portando avanti le verifiche sulle documentazioni presentate dalla nuova società, Vestrini ha presentato ricorso al Tar. Come spiega l’Agenzia, «l’istanza cautelare presentata dalla società Il Cardellino è stata rigettata ma è stata fissata per il 19 dicembre l’udienza per la trattazione del merito».
Quindi solo a fine anno si capiranno i tempi per il via alle operazioni di recupero dell’edificio che, secondo il progetto che era stato presentato dalla società Il Cardellino, doveva divenire una “struttura a supporto della attività del territorio” legata, tra i vari aspetti, al benessere (massaggi e talassoterapia) e alla promozione enogastronomica.
Entrambe le società, Il Cardellino e quella che ha ricevuto l’assegnazione provvisoria, se pur interpellate, preferiscono non commentare e rimangono in attesa dell’udienza di dicembre. —
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