Gioco
Fortullino, palloni gonfiabili, cime e tanta pazienza, il Veliero rimorchiato dopo 11 giorni
L’imbarcazione era finita sugli scogli davanti al Fortullino in piena notte. Ora sarà riparata nel porto di Cala de’ Medici
ROSIGNANO. Mancano pochi minuti alle dieci di ieri mattina quando il rimorchiatore tende la corda che aggancia il veliero incagliato da undici giorni davanti alla spiaggia del Fortullino: lo schiocco dura un attimo, il tempo di seguire con gli occhi quel gioiello in legno che all’improvviso si raddrizza e per un attimo solca il mare calmo con la prua rivolta all’orizzonte.Sulla spiaggia, in piedi, ci sono gli uomini della Capitaneria di porto e una decina di persone, che passeggeranno davanti a quella scena da film tuffandosi nell’acqua limpida fino a quando le operazioni, nel primo pomeriggio, si concluderanno e sulla piccola baia resteranno solo i ricordi.
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L’intervento per trasportare la nave battente bandiera francese, che lunedì 9 si è arenata dopo avere veleggiato verso la Corsica, non è stato semplice, ma l’esperienza degli uomini di mare ha permesso che tutto si svolgesse senza gravi imprevisti. Al momento in cui, staccato da riva, il due alberi ha mostrato una falla sulla fiancata destra vicino alla poppa, è stato necessario fermarlo e imbracarlo, aggiungendo quattro palloni a spinta aerea di colore arancione per permettergli di galleggiare.
I bagnanti sotto l’ombrellone, vedendo la prua inabissarsi, hanno creduto per un attimo che scomparisse: invece, la manovra è servita a stabilizzarlo. I lavori a bordo sono proseguiti senza sosta, con le idrovore che, tappato lo squarcio, hanno aspirato l’acqua permettendo al veliero di riemergere piano piano, tra lo stupore dei bambini e la curiosità dei passanti.
La giornata, piena di sole, ha offerto uno spettacolo non comune, con lo scafo in legno in primo piano e la sagoma del rimorchiatore e dei mezzi della Guardia costiera sullo sfondo. Solo quando, estratti migliaia di litri d’acqua salata, il vascello ha iniziato a beccheggiare e a muoversi, la corda si è tesa di nuovo. E’ stato il segnale che tutti attendevano dalla mattina: sedute sui sassi a un passo dalla piscina naturale, le persone rimaste hanno ripreso la scena madre, con il veliero trascinato verso il largo, spoglio ma ancora maestoso, dritto e pronto a divenire sempre più piccolo appena preso il largo. In attesa di raggiungere, in un’ora circa, il Cala de’ Medici di Rosignano.
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