Gioco
Oggi apre la caccia Da Collesalvetti fino a Piombino si spara
Dalle associazioni l’invito a osservare le regole e l’auspicio di Cecilia Giorgetti della Lipu nazionale a non tirare ai rapaci
LIVORNO. Dopo le due domeniche del 1 e 8 settembre di pre apertura, finalmente per l’esercito di cacciatori, circa duemila doppiette distribuite in Provincia fra i Comuni di Collesalvetti fino a Piombino, arriva il Grande Giorno. Da oggi, non più solo tortore africane o corvidi, ma anche colombacci, fagiani, lepri, conigli e acquatici. Guai farsi prendere la mano se capitasse a tiro un cinghiale (il via, dal primo di novembre) o peggio ancora un daino la cui caccia è solo ed esclusivamente di selezione e fatta da personale autorizzato. Per i contravventori, il reato è penale e c’è direttamente il ritiro del porto d’armi.
L’armeria Saltarelli di Livorno, riferimento da sempre per i cacciatori labronici, da qualche tempo ha allargato la cerchia di clientela. Specialmente dopo che Cecina non ha più attività simili dopo la chiusura di Vanni e, l’anno scorso, di Turini. «Ma non è più come un tempo - dice Luca Nigiotti, una vita nella Federcaccia - ; oggi per mera tradizione magari arriva qualcuno e ti compra una scatola nuova. Anche se hanno un sacco di cartucce da sparare nell’armadio di casa. Rimaste lì, un po’ perché di animali non ce ne sono molti, un po’ perché tanti hanno rallentato la loro attività». Un dato che Nigiotti rileva è che ultimamente sono tornati alla passione venatoria un sacco di persone andate nel frattempo in pensione «Una scusa per andare a trascorrere serenamente qualche ora all’aria aperta». Da lui, come da tutte le associazioni, la raccomandazione all’osservanza delle regole. «Rispetto per le distanze di sicurezza, per le coltivazioni, per i bossoli che sono da raccogliere perché altrimenti si inquina. Terminando con le specie. Si spara solo a quello che è consentito. Niente scuse, il cacciatore esperto non può sbagliare».
Cecilia Giorgetti, guardia volontaria, ma anche consigliera nazionale della Lipu, racconta. «Non mi risulta ci siano iniziative ambientaliste di disturbo, posso però dire che con i due giorni di pre apertura, nella nostra Provincia, il comportamento è stato ineccepibile da parte dei cacciatori. Vorrei potermi augurare lo stesso anche oggi. Non veder arrivare rapaci sparati, o come nel 2012, fra Cecina e Piombino, l’uccisione di un Ibis, specie in via di estinzione». —
Flavio Lombardi
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