Il Tirreno

il caso 

L’Asl vuole l’accordo coi medici: «Stiamo cercando la soluzione»

Giulio Corsi
L’entrata del pronto soccorso di Cecina riservata alle ambulanze
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L’entrata del pronto soccorso di Cecina riservata alle ambulanze

Cecina, direttore generale Casani: «Vogliamo un risultato nell’interesse dei cittadini». Anticipato l’incontro decisivo, ma sulla partita economica c’è distanza

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CECINA. «Nessuna sfida da parte nostra ma solo la volontà di raggiungere un risultato nell’interesse dei cittadini». Maria Letizia Casani sceglie la strada più saggia e porge l’altra guancia. La trattativa - si dice nei corridoi di via Cocchi, sede pisana della grande Asl - deve concludersi positivamente. E così, dopo le dure accuse del sindacato Snami, il più rappresentativo tra i medici del 118 di Cecina, e la minaccia di abbandonare il servizio in pronto soccorso da parte di 10 dottori, la Casani conferma che la porta per trovare un accordo è aperta.

«L’Azienda – dice il dg – non si è mai sottratta al confronto e non intende farlo neppure ora. Anzi, in questi mesi, proprio perché abbiamo riconosciuto l’importanza del lavoro svolto, ci siamo adoperati per cercare soluzioni che venissero incontro ai medici in convenzione, tenuto conto che questa tipologia di contratto non prevede una serie di istituti che, al contrario, sono previsti per il personale dipendente». Si parla della tutela legale, della maternità, delle ferie, delle malattie che i medici del 118 - tutti con contratto in convenzione - non hanno, pur svolgendo la loro attività non solo sulle ambulanze ma anche in pronto soccorso, a fianco e con le stesse funzioni dei medici dipendenti dell’Asl che invece possono godere - e ci mancherebbe... - di questi diritti.

«Auspico che si mantenga un clima sereno da entrambe le parti», aggiunge Casani, in vista del tavolo sindacale che - come avevamo ipotizzato ieri - è stato anticipato di due giorni: non più mercoledì 18 ma lunedì 16 settembre. Come finirà la vertenza? La sensazione è che un accordo si possa trovare, nonostante gli animi si siano molto agitati nelle ultime settimane e il problema sia esploso non soltanto a Cecina, ma anche a Piombino e a Castelnuovo Garfagnana, gli altri due ospedali dove l’utilizzo dei medici del 118 in pronto soccorso è molto, molto estesa.

Oltre alla battaglia per i diritti, sul tavolo c’è anche una partita economica non di poco conto. È su questo capitolo che gli animi si sono surriscaldati: l’Asl sostiene di aver proposto un aumento che sfiorerebbe i mille euro al mese rispetto all’attuale stipendio.«Non mi sembra poco», dice la Casani.

I medici invece guardano al rapporto paga/ora e sostengono che l’offerta messa sul tavolo dall’azienda sia di 5 euro l’ora per le prime 48 ore in pronto soccorso e poi di 10 per le seconde 72 sia inaccettabile. «Una mancia» la definiscono.

Qualche limatura però - e soprattutto la partita delle tutele - potrebbe aiutare la trattativa a trovare una quadra, evitando uno strappo che avrebbe del clamoroso: l’ammutinamento dei medici e il blocco operativo del pronto soccorso.

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di Redazione web