Il dolore
«Il lungomare è assediato dai vandali, vogliamo più controlli e telecamere»
I commercianti rispondono al sindaco e chiedono maggiore vigilanza per contrastare i teppisti: «Servono interventi mirati»
«Certo che siamo assediati dai vandali. Qui la situazione è fuori controllo, ad agosto dopo cena due “fazioni” di ragazzi si sono scontrate senza esclusione di colpi nel boschetto qui di fronte, prendendosi a bottigliate», si sfoga Claudio Corrieri, titolare de Lo Scoglietto.
Dopo l’ennesimo atto di teppismo, le panchine divelte per essere utilizzate come rampe, i commercianti del lungomare Monte alla Rena rispondono alla proposta “più senso civico” del sindaco Daniele Donati.
«L’anno prossimo dovremo ricorrere alla sicurezza privata, abbiamo avuto diverbi per mandar via ragazzi fra i 16 e i 25 anni e la mattina troviamo bottiglie rotte e deiezioni», prosegue Corrieri, che riassume: «Servono più telecamere e controlli più serrati. In tutte le città il lungomare è il salotto buono, qui da noi è il contrario».
Anche Alberto Lazzerini, titolare del Tientibene, chiede un giro di vite: «Qui il problema non è tanto il vandalismo in sé, ma la mancanza di controlli e soprattutto interventi. Qui si ritrovano balordi che fanno ciò che vogliono, e i giovani che vogliono solo divertirsi – vedendoli indisturbati – si sentono liberi di fare ciò che vogliono. Se le forze dell’ordine chiedessero loro più volte i documenti, questi se ne andrebbero».
«L’educazione civica è buona per tutte le parti del mondo, qui servono le telecamere. Ma la mentalità qui è vecchia», ribadisce anche Gianni Incardona, titolare di Gianni Tattoo, chiamando in causa l’amministrazione: «Questa è una zona di mare, qui ci sono sempre tanti ragazzi che giocano a pallone, a pallavolo o fra le fontane; fanno confusione tutto il giorno, e sta nelle cose, ma la sera è un’altra storia. Il fatto è che il manto delle fontane, per esempio, è pieno di buche ma il Comune ci lascia andare i bambini a giocare; ed è così ovunque: manca la manutenzione dappertutto».
Telecamere no (ma spiega perché) invece per Dario Stasi, gestore del bagno Sirena: «Se voglio fare atti di vandalismo mi metto un cappuccio, o posso oscurare gli obiettivi con la bomboletta; esattamente come succede agli autovelox nelle zone più degradate, ecco perché le telecamere non servono. Servirebbero invece più illuminazione, per esempio in piazzetta, e sicuramente più giri delle pattuglie».
Tuttavia c’è anche chi, chiedendo l’anonimato, tra gli esercenti sostiene la proposta Donati: «Negli anni ne abbiamo avuti di danni, ma è così che funziona. L’educazione è importante, soprattutto quando deriva dall’esempio». —
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