Il lutto
«Sbarcano i clandestini»: chiama la Capitaneria, ma era un’esercitazione
Succede a Vada: una donna nota la presenza di gommoni con a bordo numerose persone e così chiama il 1530...
VADA, Uno sbarco di clandestini, in pieno giorno, al largo di uno stabilimento balneare di Vada. La surreale segnalazione è arrivata al 1530, il numero blu della Guardia Costiera, nella mattina di domenica, da uno stabilimento balneare della costa vadese. Non riusciva a capacitarsi di ciò che si stava svolgendo davanti ai suoi occhi, la donna all’altro capo del telefono. A largo c’era un gommone affollato da una ventina di persone, con tanto di giubbotti di salvataggio, che venivano trasbordate su un altro natante.
Una scena, a quella distanza, del tutto simile alle immagini trasmesse dai telegiornali per documentare proprio gli sbarchi di migranti sulle coste del nostro Paese. L’associazione di idee, per la donna, è stata inevitabile; ed è partita la telefonata alla Guardia Costiera.
Dagli uffici di Livorno, dove confluiscono le chiamate al numero di emergenza di tutta la provincia, sono partite subito le opportune verifiche. A sbrogliare la matassa ci ha pensato l’ufficio locale marittimo di Vada, nel cui specchio d’acqua di competenza si stava svolgendo.... un’esercitazione di salvataggio in mare per i 20 aspiranti volontari selezionati al Meeting internazionale antirazzista, organizzata dall’Arci regionale a Cecina Mare insieme a Mediterranea Saving Humans, con il circolo nautico vadese e il gruppo subacqueo di Rosignano, e autorizzata con regolare ordinanza.
Il personale in divisa quindi ha provveduto a rassicurare la donna, i cui occhi inizialmente tratti in inganno hanno iniziato a riconoscere la verità.
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