Il Tirreno

Emergenza giovani 

Alcol, ogni 3 giorni un minore intossicato «In tre casi su quattro si tratta di ragazze»

Matteo Scardigli
Alcol, ogni 3 giorni un minore intossicato «In tre casi su quattro si tratta di ragazze»

Il primario del pronto soccorso valuta i numeri di un fenomeno in continua crescita: ricoverato anche un 14enne

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Nei due mesi estivi di luglio e agosto, al pronto soccorso di Cecina, sono stati ricoverati per intossicazione acuta da alcol fra i 10 e i 12 minorenni ogni 30 giorni. Ubriachi al punto tale da indurre gli amici a portarli in ospedale di persona, o a chiamare l’ambulanza.

«Non parlerei di emergenza, ma il fenomeno è sicuramente in aumento», spiega Paolo Pennati, il primario del pronto soccorso.

Chi sono questi giovani?

«Sono per la maggior parte turisti o villeggianti, e in tre casi su quattro sono ragazze. Il che non mi meraviglia, perché l’organismo femminile tollera peggio gli effetti nocivi dell’alcol: è genetica. L’età più bassa dei ricoverati è 14 anni (abbiamo avuto quattro o cinque casi), ma il “grosso” riguarda i 17enni. E non abbiamo mai trovato recidivi».

In quali condizioni si presentano?

«Quando arrivano, a tarda sera o la notte, manifestano sintomi di alterazione del comportamento derivanti da assunzione di alcolici. Spesso vengono accompagnati dagli amici, più raramente in ambulanza; ma in sala d’aspetto c’è sempre qualcuno».

Come si comportano i medici?

A noi interessa l'aspetto clinico, cioè sapere che cosa hanno assunto. Per fare la diagnosi gli “accompagnatori” sono preziosi, ma comunque facciamo le analisi per le sostanze più diffuse (ma quasi sempre è soltanto alcol). Dopodiché li sottoponiamo alle cure e li teniamo in osservazione, avvisando sempre i genitori e – nei casi più gravi – le forze dell’ordine, ottemperando all’obbligo di referto. Rientra nella prassi generale».

E le forze dell’ordine?

«Carabinieri, polizia e vigili urbani tutti i giorni ci chiedono i dati in occasione di ogni incidente stradale, soprattutto in séguito all’articolo del Tirreno: noi abbiamo fornito alla municipale tutta la documentazione. Ma non abbiamo casi di minori in cui assunzione di alcol e incidenti siano collegati».

Una volta accertata l’assunzione, chiedete ai ragazzi dove avevano preso gli alcolici?

«Certamente, e loro ci rispondono. Raccontano di aver preso da bere in un locale generico, che può essere la discoteca o un pub. Non c’è mai reticenza al riguardo, per loro è una cosa “normale” perché non hanno la corretta percezione di pericolosità degli effetti dell’alcol».

Quando vengono dimessi?

«Sempre la mattina dopo, non ci sono mai stati casi di coma etilico. Li dimettiamo consegnandoli ai genitori, oppure ai tutori, o comunque a un maggiorenne autorizzato».

Qual è l’andamento del fenomeno?

«Io sono a Cecina dal 2010 (anche se non continuativamente), e ho potuto osservare un progressivo aumento dei ricoveri e un abbassamento dell’età degli assuntori, oltre a un incremento fra le ragazze».

E ci sono dei numeri più specifici?

«Quando collaboriamo con le forze dell’ordine prendiamo i singoli casi dagli archivi elettronici. Ma per estrarre tutti i dati e rimetterli insieme servirebbe il supporto degli esperti informatici, e il nostro personale è impegnato nella cura del paziente». —

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