Il Tirreno

Parcheggio in pineta marradi 

«Castiglioncello pedonalizzata e vintage» Ecco le proposte alternative dei residenti

Matteo Scardigli
«Castiglioncello pedonalizzata e vintage» Ecco le proposte alternative dei residenti

Seconda parte della raccolta di opinioni che i cittadini hanno raccontato durante la nostra iniziativa all’edicola La Stazione

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«Il promontorio deve mantenere la sua immagine vintage che i turisti cercano: diventare pedonale e puntare sul parcheggio decentralizzato servito dal trenino». Susanne Eschen (nella foto in basso) è un’operatrice turistica di origine tedesca residente a Castiglioncello da 25 anni, e anche lei, come tanti altri castiglioncellesi, giovedì ha raccontato al nostro Caffè Tirreno il suo No al parcheggio alla pineta Marradi: «Io ho interesse ad avere la gente qui, e assolutamente non voglio un blocco di cemento che verrà usato per tre mesi all’anno».

Così vicina, eppure così distante, la posizione di Fabrizio Bagnoli: «Castiglioncello va pedonalizzata, iniziando proprio dal parcheggio: basterebbe realizzare una bretella fra via Mare Adriatico e le Spianate, e quindi chiudere al traffico l’Aurelia».

Vasco Pantani invece, imprenditore che vanta 30 anni alla presidenza dell’Unione sportiva Castiglioncello, teme che «il progetto del parcheggio faccia la fine di quello del porto: non si è mai visto, e poi è finito a Rosignano. I posti in più poi servono solo d’estate, ma dando la gestione al privato è capace che lo mettano a pagamento tutto l’anno».

Cerca di salvare capra e cavoli Paolo Orlandini, insegnante dell’Iti di Livorno oggi in pensione «ma nato e tornato qui. E dopo tanti anni di promesse sul campo sportivo trovo questo progetto inutile: si potrebbe fare il parco auto sotterraneo e mantenere l’impianto sopra; una via di mezzo tra l’idea iniziale e la situazione attuale».

«Però la pavimentazione dell’area, così com’è, non va bene», racconta Cecilia Ferri, ex componente del consiglio di frazione, favorevole a un parco auto di superficie: «Il campo di calcio si può anche togliere, perché le strutture sportive sul territorio non mancano, però per il parcheggio bisogna pensare a una soluzione sostenibile all’eventuale colata di cemento; e blindare la pineta per non far arrivare le macchine fino al Cardellino». Stessa idea di Lucio Rak (e di tanti altri ancora): «Per soli 30 posti in più basta buttar giù le tribunette e fare una nuova pavimentazione. Perché se non piove si alza la polvere, e ogni volta che piove si riempie di fango».

Ma in tutto questo c’è anche chi, come lo storico parrucchiere di Portovecchio Gilberto Tosini, prende una posizione più serafica: «Ho passato tanti anni a preoccuparmi e a discutere delle vicende del promontorio. Ora che sono in pensione mi godo il mare, per me facciano pure quello che vogliono». —

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