Gioco
Parcheggio in pineta Marradi «Dopo tanti anni una soluzione»
L’artista Mimmo Di Cesare: «La sfida è ridisegnare e rivalutare questo nostro patrimonio verde»
CASTIGLIONCELLO. Da quanti anni si parla di riqualificare la pineta Marradi? A ricordarlo è Mimmo Di Cesare, scultore, progettista, artista orafo le cui opere sono state esposte in Italia e all’estero, amico dal grande critico d’are Gillo Dorfles e che dal 1979 vive a Castiglioncello. «Il primo progetto di recupero della pineta Marradi è del 1987 ed era firmato dall’architetto Paolo Portoghesi. Ma della necessità di ridisegnare gli spazi all’interno di questo meraviglioso parco se ne parlava già dal 1982 con l’architetto Ignazio Gardella». Al famoso architetto Paolo Portoghesi fu commissionato, dall’allora amministrazione comunale, un progetto per riordinare i percorsi e gli spazi all’interno della pineta Marradi. «Un progetto, quello di Portoghesi, all’insegna dell’estensione del verde che doveva e deve ancora primeggiare in pineta», dice Mimmo Di Cesare che continua: «Chiaro è che, soprattutto d’estate, a Castiglioncello, vi sia la necessità di posti auto; nel contempo occorre salvaguardare quello straordinario tesoro che sono il parco del castello Pasquini e la pineta Marradi. Qui sta la sfida - dice Di Cesare - sono dell’idea che dopo tanti anni che se ne parla il problema del parcheggio al campo sportivo vada risolto. In tante città, vedi Volterra dove hanno realizzato un parcheggio sotterraneo vicino al Palazzo dei Priori, stanno procedendo con questa soluzione. Il problema non è tanto quello di un parcheggio seminterrato o interrato, ma è cosa fare sopra al parcheggio. Quell’area di pineta Marradi è prevalentemente una zona di passaggio per andare verso Caletta o sul lungomare. Non è dunque un luogo di incontro e quindi sono dubbioso sul realizzarvi una piazza. La sfida è progettare uno spazio legato al verde, con una fontana, prato e alberi. Si tratta di una soluzione non semplice - continua Mimmo di Cesare - ma essendo quella un’area di passaggio deve prevalere l’aspetto visivo. Deve essere bella visivamente parlando. Bisogna pensare a come legare questa struttura architettonica, ossia il parcheggio, ad una soluzione estetica esterna dove il verde, i fiori devono primeggiare su tutto». Il parcheggio, secondo Di Cesare, è necessario: negli anni ’70 ed ’80 non c’era questo uso smodato delle automobili. «Adesso nessuno vuole fare più quattro passi e con l’auto si vuole arrivare ovunque. In ogni famiglia ci sono due o tre auto a disposizione. Questo è il presente. Dunque la sfida - conclude Di Cesare - è quella di ridisegnare e rivalutare la pineta Marradi, splendido polmone verde di una bellezza straordinaria e da proteggere, conciliando le richieste dei posti auto». —
Alessandra Bernardeschi
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