Il Tirreno

L'ex capostazione e il parcheggio interrato: «È indispensabile, i posti non bastano più»

L'ex capostazione e il parcheggio interrato: «È indispensabile, i posti non bastano più»

Parla Leonardo Casorio, figura storica di Castiglioncello, racconta:  «Vedo turisti arrivare ed andarsene, dobbiamo dare loro una risposta»

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CASTIGLIONCELLO. «Erano gli anni in cui tutte le mattine d’estate i vagoni dei treni riversavano fiumane di turisti, specialmente dal Nord. Erano talmente tanti che dovevamo fermare il passaggio dei convogli perché non c’era ancora il sottopassaggio, e le persone erano costrette ad attraversare a piedi i binari per uscire sul promontorio e scendere al mare».

Leonardo Casorio è il capostazione storico di Castiglioncello, arrivato nella frazione nell’ormai lontano 1984: «Una volta la gente si spostava col treno. E c’è stato un tempo in cui questa era la fermata di risonanza, e il nome di Castiglioncello riecheggiava sulle banchine delle altre stazioni. Una volta capitò addirittura di ricevere una scampanellata all’uscio di casa da parte di un carabiniere di scorta al presidente del Senato Giovanni Spadolini, il quale – quest’ultimo – si trovava sul promontorio e volle omaggiarmi personalmente dei suoi complimenti per il mio lavoro».

Un’epoca analogica, in cui era l’uomo a governare la tecnologia, in cui i possenti bestioni di metallo obbedivano docili al fischietto d’argento, accovacciati sui binari. «Ho lavorato qui come responsabile fino al 1991, erano gli anni d’oro della pineta Marradi. Ho assistito a tutte le trasformazioni del sistema ferroviario finché la gestione non è stata trasferita a Livorno, e poco prima di andare in pensione – fra il 1988 e il 1990 – fui tra coloro che sostenevano l’idea di sfruttare l’area del campo sportivo come parcheggio, avendo potuto constatare che il parco auto a ridosso dei binari non era più sufficiente a sostenere le nuove condizioni del trasporto».

Appesa la paletta al chiodo, dopo tanti anni di onorato servizio, Casorio continua a vivere negli alloggi dei servizio. «Le persone continuano a suonare al campanello per chiedere informazioni sui treni, perché non si capacitano che non ci sia più la figura del capostazione. Ma allo stesso tempo ho un punto di vista privilegiato sulla strada e sugli automobilisti che cercano un posto per parcheggiare la macchina. E ogni volta che il parcheggio alla pineta Marradi si riempie, e anche in primavera basta solo una bella giornata, chiamo sempre mia moglie ad affacciarsi alla finestra. I posti finiscono in fretta anche ogni volta che ci sono delle manifestazioni, e spesso le luci nel campo rimangono accese fino alle tre del mattino, per far defluire le automobili».

Ecco perché, in particolar modo durante l’estate, lo storico capostazione può constatare la necessità per Castiglioncello di un numero maggiore di posti auto. «Vedo le espressioni sui volti delle persone che cercano parcheggio e, non trovandolo, se ne vanno indignate. E sono rimasto affascinato dall’idea di realizzare il parco auto interrato fin da quando si iniziò a parlarne, tanti anni fa, quando ancora c’era l’idea di fare tre piani sotto terra; mi sembrava una cosa enorme. Immaginavo le difficoltà che sarebbero potute emergere durante gli scavi, ero preoccupato che sotto potessero trovare l’acqua. Ma allo stesso tempo mi piace l’idea che le automobili possano stare al fresco durante l’estate».

E anche sulla divisione interna agli esercenti del promontorio, così come sulle problematiche relative all’utilizzo del campo sportivo, Casorio alza le mani. «Sono meravigliato che i commercianti non prendano una posizione più netta in merito al parcheggio interrato. E anche i ragazzi dell’Unione sportiva: il campo gli viene “sequestrato” da maggio a settembre, è vero, ma loro possono andare tranquillamente a Rosignano con».

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