Il Tirreno

Doc di Bolgheri, la festa è qui: Il successo narrato con il vino - Il video

Divina Vitale
Doc di Bolgheri, la festa è qui: Il successo narrato con il vino - Il video

Protagonisti i produttori che hanno gremito il Teatro Roma di Castagneto. Il saluto della sindaca, poi la suggestiva cena sul viale dei Cipressi con 700 invitati

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CASTAGNETO CARDUCCI. Un convegno dedicato al Consorzio Doc Bolgheri e ai suoi protagonisti, i produttori. Gremito il teatro Roma di Castagneto Carducci in occasione dell’incontro dedicato all’anniversario della Doc che è poi proseguito con la cena sul viale dei Cipressi con circa 700 invitati. Sul palco del teatro vi erano Priscilla Incisa della Rocchetta, Michele Satta, Giovanni Geddes per Ornellaia, Cinzia Merli de Le Macchiole, il presidente Federico Zileri, Albiera Antinori, Antonio Capaldo di Campo alle Comete , Marilisa Allegrini per Poggio al Tesoro, Martina Chiappini di Chiappini Winery.

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A coordinare gli interventi il giornalista televisivo Nicola Porro. Sul palco il saluto del sindaco Sandra Scarpellini: «Siamo in questo teatro – ha detto – al cui restauro hanno contribuito anche i produttori. Il contributo delle aziende del territorio è stato molto importante. Oggi siamo qui ad operare una importante riflessione sui 25 anni di questo Consorzio che con la sua produzione di eccellenza ha trasformato l’intero comune. Qualcosa di più di un prodotto per un territorio straordinario. Grazie a tutti per il senso di restituzione sociale che oggi celebriamo. Sicuri di potere insieme far sempre meglio». Un lunga conversazione poi tra produttori che hanno ricordato gli esordi e i traguardi, di una denominazione nata quasi per caso. E giovane ma che lo stesso è riuscita, in poco tempo, a conquistare il mondo, grazie ai grandi vini a taglio bordolese, ma toscanissimi, che vengono prodotti proprio a Bolgheri. «Mio padre per 40 anni – ha detto Priscilla Incisa – si è impegnato per far diventare il vino di famiglia, Sassicaia, un vino per il pubblico, grazie anche alla parentela con Antinori. Un progetto che senza tutto il territorio di Bolgheri non sarebbe stato possibile. Siamo una grande famiglia e la sinergia con il Consorzio è stata ed è tuttora fondamentale».

La Bolgheri Doc viene riconsciuta nel 1983, nel 1994 nasce il Consorzio di tutela, con sette soci fondatori e 280 ettari coltivati. Oggi i soci sono oltre 50 con 1.319 ettari, 1.163 a denominazione di origine e gli altri dedicati all’Igt Toscana, con una produzione passata negli anni da 27.800 a 42.800 ettolitri e un volume di vendite e di fatturato in costante aumento. Fino agli anni ’70 la storia dei vini rossi di qualità può essere ricondotta esclusivamente al Sassicaia, bisogna attendere il 1978 quando anche altri soggetti iniziano a percorre le orme tracciate dal Marchese Mario Incisa. È curioso notare che tutte le persone che per prime furono ispirate dal Sassicaia non erano del posto (come lo stesso Marchese Mario del resto).

Primo di questa lista è Piermario Meletti Cavallari, che si trasferisce a Castagneto da Bergamo nel 1977 e crea il Podere Grattamacco. Michele Satta, da Varese, arriva appena dopo e da in seguito vita ad una propria azienda dopo aver ampiamente lavorato sul territorio come fattore. La tenuta Belvedere dei Marchesi Antinori viene divisa tra Lodovico che crea Ornellaia, e il fratello maggiore Piero che rinomina la ridimensionata Tenuta Belvedere in Tenuta Guado al Tasso. Unica persona nativa di Bolgheri in questo gruppo è Eugenio Campolmi, che fonda Le Macchiole, oggi guidata dalla moglie Cinzia Merli. Le aziende vinicole sul territorio non si esauriscono qui, tuttavia queste sono le prime ad avere sperimentato da subito l’esempio del Sassicaia, gettando dunque le basi per un movimento che a quel punto non coinvolgeva più un solo vino, ma piano piano un territorio.

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di Redazione web