Il Tirreno

Dal panino del Vallini al polpo briao dalla zuppa alla bibbonata: un trionfo del gusto nel nome di Luciano Zazzeri

Dal panino del Vallini al polpo briao dalla zuppa alla bibbonata: un trionfo del gusto nel nome di Luciano Zazzeri

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BIBBONA. Una grande festa, quella di giovedì a Bibbona, che si è conclusa con una cena all’aperto grazie alla disponibilità dei cuochi che rendono l’enogastronomia locale una punta di diamante del territorio. E non solo. Alle cucine allestite in piazza della Vittoria c’erano Emanuele Vallini, patron del ristorante La Carabaccia, volto noto di Rai1, Daniele del ristorante stellato La Pineta, figlio di Luciano; Lia Galli del ristorante La Caprareccia, Rita Salvadori, la signora del peperoncino, dell’azienda Peperita. In tavola hanno preparato la zuppa etrusca (Galli), la pasta “bibbonata” con bottarga e peperoncino (Salvadori), polpo brasato al bibo con patata mantecata all’olio (Zazzeri), burger di bollito, maionese di zucchine e cipolla caramellata, il panino firmato da Vallini, che ne ha serviti ben 250... La cucina tradizionale e la creatività che si esprimono al meglio grazie ai prodotti genuini e di alta qualità di una terra generosa e produttori innovativi. Accanto agli chef, anche Mario Caciagli, cuoco artista che ha realizzato una serie di sculture nella frutta e nella verdura.

L’intera manifestazioine è stata dedicata a Luciano Zazzeri, il grande cuoco stella Michelin che è mancato pochi mesi fa. «Io e mio fratello Andrea - ha detto il figlio Daniele - vogliamo continuare il suo lavoro nel ristorante, un lavoro che babbo faceva con grande passione, come lui ci ha chiesto». Un rigraziamento a Luciano «e al suo grande cuore» è arrivato da Vallini, che ha voluto sottolineare «quanto Luciano abbia insegnato a tutti noi, e a quanto ha dato a me, professionalmente ma anche umanamente».

Accanto alle cucine, la “braciata” di chianina, e gli stand di tanti produttori di Bibbona, con i loro prodotti di eccellenza, dal vino all’olio, dalla carne al peperoncino, dalle conserve di frutta e verdura all’olivello selvatico. C’erano la Tenuta di Biserno, coi vigneti impiantati dal marchese Lodovico Antinori; Azienda agr. Esposito (olio Igp e pasta di grani antichi); Azienda agr. Felciatello (vini biologici); Azienda Ferrone Alessandro (olio, formaggio, chianina); Azienda agr. Fonti Intarlate (olio e vino Igt); Azienda agr. Le Querce (olivi autoctoni e agriturismo); Azienda agr. Nonna Stella (agricampeggio, frutteti e animali da cortile); Azienda agr. Peperita, coltura biodinamica di peperoncini; Piccolo Frantoio di Bolgheri (olio Igp di 4 tipi); Podere Sacchirotti (olio Evo); Azienda agr. San Mario (olivello spinato); Azienda agr. Fattoria S.Anna (conserve, zuppe, confetture...); Antica Tenuta Gardini (chianina, pecore pomarancine... presidio slowfood); Tenuta Caprareccia (olio, vino). —

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