Il Tirreno

Rapina alla banca di Castiglioncello: impiegati tenuti in ostaggio dai banditi

Matteo Scardigli
Rapina alla banca di Castiglioncello: impiegati tenuti in ostaggio dai banditi

Il commando è entrato e uscito in mezz’ora portando via più di 30mila euro, adesso è caccia ai quattro rapinatori

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CASTIGLIONCELLO. I bagnanti, in abbigliamento da spiaggia, si servono al bancomat della filiale di Castiglioncello della Cassa di Risparmio di Livorno. Nel pomeriggio di mercoledì 28 agosto non fanno caso alle auto dei carabinieri parcheggiate nello spiazzo riservato ai clienti dell'istituto bancario, al piano terra del civico 913 dell'Aurelia; dietro una curva stretta, a due passi dalla stazione ferroviaria.

I militari dell'Arma stanno parlando con gli impiegati, visibilmente scossi da quanto accaduto poco prima. Intorno alle 15,30 infatti era entrato un uomo, a volto scoperto, aspettando tranquillamente che la cabina di passaggio persone compiesse il suo giro. Era rimasto per qualche minuto nella stanza, fingendosi un cliente qualsiasi, fin quando non ha ritenuto che fosse il momento giusto.

Minacciando i cassieri aveva intimato loro di far entrare altre tre persone, che indossavano occhiali da sole e fazzoletto a oscurare parte del volto. I quattro, descritti come «uomini dall'accento italiano», avevano poi costretto i due impiegati a spostarsi in un'altra stanza, dove sono stati controllati a vista da alcuni dei malviventi mentre gli altri arraffavano almeno 30-40mila euro dalle casse; la stima è ancora in corso, ma il bottino poteva essere molto più consistente se agli sportelli non ci fosse stato il meccanismo automatico che gestisce il flusso di denaro (sulla porta a vetri dell'ingresso l'adesivo recita proprio "Attenzione! Contante non disponibile").

«Il tutto è durato circa una mezz'ora, hanno avuto modi molto bruschi ma non brutali», raccontano alcuni dei cassieri, visibilmente sotto choc ma incolumi. Il commando infatti avrebbe agito disarmato. Diversi dettagli, come la coordinazione fra i membri della banda e la scelta della stanza dove condurre gli impiegati, porta a ritenere che i quattro avessero pianificato il colpo nel dettaglio, per poi scomparire indisturbati. Ulteriore dimostrazione ne è il fatto che si siano allontanati immettendosi nel traffico di un tratto di Aurelia dove non è particolarmente facile inserirsi in velocità.

I militari della compagnia dei carabinieri di Cecina, guidata dal comandante Christian Bottacci, proseguono le indagini. Determinanti saranno le riprese del servizio di sicurezza a circuito chiuso, che quasi certamente potrebbero aver ripreso il volto almeno del primo dei malviventi, quello entrato a volto scoperto. Ma non è escluso che possano aver colto dettagli e tratti somatici degli altri tre componenti della banda, preziosi per identificarli e rintracciarli. Ad aiutare gli impiegati rapinati, nei colloqui con le forze dell’ordine (che si sono allontanate pochi minuti prima delle 18,30), anche i colleghi del turno successivo.

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di Redazione web