Il Tirreno

E' morto Andrea Bianchi, il mondo del rugby in lutto

Fabrizio Cavallini
E' morto Andrea Bianchi, il mondo del rugby in lutto

Ex giocatore e allenatore, ha fondato 3 società: ha lavorato in Solvay, in Comune e nella scuola

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ROSIGNANO. Un altro pezzo della vecchia Rosignano ci ha lasciato. Si è spento poco prima delle 20 di domenica all'ospedale di Cecina dopo aver lottato a lungo contro la malattia Andrea Bianchi. Aveva 68 anni e amava definirsi con orgoglio "un solvaino del Lillatro".


Ai Palazzoni, come figlio di dipendente Solvay, era nato e cresciuto e si era fatto apprezzare. Il nome di Andrea è strettamente legato a quello della palla ovale. E' stato infatti pioniere del rugby sia a Cecina che a Rosignano. Uno sport che amava tantissimo perché in fin dei conti rappresentava la sua filosofia di vita. Da militare aveva militato nelle Fiamme Oro, poi nel Cecina, nel Rosignano e nei Quattro Mori Livorno. Con l’amico Gino Galletti era stato tra i fondatori del Rugby Quattro Mori (1990), del Rugby Etruschi (1995), oltreché del Rugby Rosignano (1982). Nel club cittadino era stato giocatore, allenatore e dirigente quando a Rosignano questo sport muoveva i primi passi proprio al campo del Lillatro che ora non esiste più (sul quel terreno sono stati costruiti due edifici); l’attuale, realizzato in seguito, è spostato infatti più a mare rispetto al precedente. Aveva inoltre svolto la mansione di tecnico dell’Oriolo e dell’Under 16 del Rugby Livorno 1931.

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Ma se Bianchi aveva intrecciato contatti con Livorno, lo stesso era avvenuto con la Garfagnana. Da anni divideva la sua vita tra Rosignano e Piastroso (Coreglia), vicino a Barga. In Garfagnana e a Viareggio sosteneva con il suo entusiasmo le squadre a ogni livello, organizzava selezioni italiane che andavano a giocare in Francia (la rappresentativa che mise in piedi vinse un torneo battendo in finale la squadra della città gemellata Champigny sur Marne), in Olanda maturando esperienze sportive e di vita.


La scorsa primavera, nonostante la malattia fosse aggressiva, aveva organizzato alcune serate di ritrovo tra vecchi amici di Rosignano. Il suo entusiasmo era contagioso come la voglia di vivere purtroppo spezzata.
Aveva lavorato alla Solvay, in Comune e come inserviente all'Istututo alberghiero. Lascia la mamma Mariangela, la moglie Maria Cristina, il fratello Daniele, i figli Valerio e Ferdinando; rugbisti sono stati anche questi ultimi, il primo giocatore di mischia, pilone e l’altro trequartista, ala. Stamani la salma verrà cremata a Livorno. La notizia della morte di Andrea Bianchi si è rapidamente diffusa in provincia nel mondo della palla ovale, tra la commozione generale. In particolare nella sua città natale. Gianni Carugi, presidente degli Amatori Rugby Rosignano, profondamente commosso, ha ricordato come sia stato proprio Andrea a fargli conoscere questo sport che “per me è diventato fonte di vita; mi portò lui al campo, mi insegnò le prime nozioni; è stato il mio maestro”

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