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«Pedoni abbandonati alla Stazione» Pronta una nuova iniziativa di protesta
Sotto accusa strisce pedonali (invisibili) e barriere architettoniche. E c’è chi si lamenta dello stato del parcheggio
Strisce pedonali sbiadite di fronte alla stazione, epicentro del viavai di molti giovanissimi da tutta la provincia, di giorno e di sera, per raggiungere o tornare ai lidi del promontorio.
Strisce pedonali attraversate ogni giorno da pendolari in tutta fretta e da turisti con la mente proiettata al fresco della pineta o della baia del Quercetano, quasi del tutto sbiadite per il passaggio delle molte automobili che transitano lungo l’Aurelia.
Strisce pedonali a un incrocio fra l’Aurelia, la scalinata che scende al parco pubblico, l’uscita del parcheggio che serve la ferrovia e l’area di manovra delle auto in sosta di fronte alla stazione stessa.
Strisce pedonali oggetto quattro anni fa di una protesta inscenata insieme a un gruppo di residenti e villeggianti dall’urbanista di Europa Verde Gabriele Bollini, che “armato” di pennelli e vernice si mise motu proprio a “ripittare” il disservizio. E che ora su Facebook torna a promuovere una nuova iniziativa per sistemare quello e anche altri attraversamenti di Castiglioncello, specialmente laddove «per attraversare l’Aurelia si confida sui due cartelli stradali e sulla memoria degli automobilisti».
Le reazioni, sul social media blu, non si sono fatte attendere, e gridano al degrado sull’onda dei “famigerato” marciapiede rosso a Portovecchio e pista ciclabile di Rosignano. Il dito è puntato contro il «menefreghismo totale» della giunta presieduta dal sindaco Daniele Donati.
Il nutrito gruppo di Don Chisciotte del promontorio lamenta la mancanza di attenzione alla sicurezza dei pedoni, gli utenti più deboli della strada. E lo stesso Bollini ricorda che sul Pums (Piano unico per la mobilità sostenibile) «il Comune di Rosignano ha anche avuto un contributo economico. E dell'averlo fatto si fa vanto negli incontri nazionali».
Strisce pedonali a parte, gli indici sono puntati contro le radici dei pini che sollevano il manto stradale, la condotta fognaria nella passeggiata, e le scalinate a mare. E ancora altri attraversamenti pedonali protési verso siepi o «scalini insormontabili» e «marciapiedi dove rischi di troncarti una gamba».
E infine, sempre restando in zona ferrovia, nei parcheggi a pagamento contro «un’erba cosi alta che potresti trovarci una vipera! Per non parlare delle siepi antistanti dove dovrebbe esserci il marciapiede. Ciliegina sulla torta la sporcizia sulle scale della stazione».
La stazione di Castiglioncello, sulla quale più volte anche Il Tirreno è intervenuto per segnalare il degrado al suo interno e sulle facciate esterne, aspetta ancora la cura che merita. Se non per ritornare ai fasti in cui il re Vittorio Emanuele vi fece sosta, almeno per il decoro e la sicurezza. —
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