Il Tirreno

l’ex direttore artistico schiavetti  

«Sette anni fantastici che hanno regalato alla città grandi eventi»

Maria Meini

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CECINA. Alessandro Schiavetti lavora nei settori dell’arte contemporanea, editoria e del management degli eventi. È stato direttore artistico della Fondazione Geiger per sette anni.

7 anni come direttore artistico: si immaginava la chiusura della fondazione? Che cosa ha provato ad appendere la notizia?

«Ho appreso dal Tirreno la notizia della quale non ero a conoscenza. Sono sincero, mi dispiace molto e mi auguro comunque il meglio per tutti. Spero che possano nascere ancora, soprattutto sul suolo italiano, realtà come la Fondazione per la qualità degli eventi artistici che riescono a portare».

Quali sono gli eventi più importanti che ha organizzato?

«In sette anni insieme a questa meravigliosa famiglia abbiamo realizzato moltissime mostre e eventi di ogni tipologia. Nel mio cuore sono rimaste tutte le attività svolte. Ma se dovessi tornare indietro, vorrei replicare ancora una volta le mostre fatte sull’immenso Jean Tinguely, su quell’artista fenomenale che è Brian Dettmer (lo scultore dei libri), e anche quelle relative a contesti antropologici ed etnici come quella dedicata agli Inuit dell’Artico e al mondo dei Kimono e dei Samurai. Senza dimenticare il genio di Sayaka Ganz e la monumentale mostra sui Burattini e le Marionette di tutto il mondo e la mia prima, quella dedicata al Centocinquantenario dell’Unità d’Italia».

Si poteva fare qualcosa per evitare la chiusura?

«Non so rispondere a questa domanda. Con tutta onestà non conosco le vicissitudini, non conosco i fatti. Non lavoro con la Fondazione già da qualche anno ormai».

Si può salvare il patrimonio culturale di questi 10 anni?

«Il patrimonio culturale si salva eccome. In tutto il mondo il concetto è universale. La cultura resta, per sempre. La storia della cultura è qualcosa che non si cancella e non si cancellerà mai, e la Fondazione ha svolto un lavoro eccellente negli anni. Per questo, personalmente, mi sento di ringraziare i due fondatori, i signori Piermattei-Geiger per quello che hanno dato a Cecina e per i meravigliosi sette anni trascorsi insieme lavorando in perfetta sinergia artistica». —

Maria Meini

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