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Conti racconta la sua Castiglioncello dalle “Gomme lisce” al nuovo turismo

Carlo Conti all’Astragalo con l’assessora al Turismo Licia Montagnani
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Carlo Conti all’Astragalo con l’assessora al Turismo Licia Montagnani

Rosignano: «Ho visto rifiorire questo luogo, grazie agli investimenti del Comune e dei privati». Sabato lo spettacolo al Pasquini

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ROSIGNANO.  Qual è l’impatto economico di un porto turistico sul territorio? In altre parole, si può quantificare la ricchezza che una struttura di questo tipo genera nel contesto economico in cui è inserita? È quello che ha cercato di fare il porto turistico Cala de’ Medici, a Rosignano. «Come dati di partenza - spiega il direttore del porto Matteo Italo Ratti - abbiamo utilizzato quelli dell’ultimo “Rapporto sul Turismo Nautico” del Ministero del Turismo che ha somministrato su base volontaria a circa 1.100 diportisti un questionario per valutare la spesa pro capite di un armatore per varie necessità».

La prima voce di spesa riguarda i costi di mantenimento e gestione della barca. Voce analizzata su base annua, considerando le spese di gestione per singolo posto barca, «che variano in base alla lunghezza, moltiplicate per il numero di posti barca di ciascuna metratura presenti all’interno della struttura. La cifra complessiva di spesa è di circa 3 milioni di euro, che rappresenta le spese di gestione complessive che una struttura con circa 700 posti barca incassa nell’arco di un anno». Da questo punto in avanti, i dati relativi alle singole voci di spesa pro capite di un armatore ricavati dal Rapporto sul Turismo Nautico, tutti su base annua e suddivisi per lunghezza dell’imbarcazione, sono stati moltiplicati per il numero di posti barca presenti in porto. Partendo dal presupposto che «l’armatore di un’imbarcazione media, più tre ospiti, trascorre in media 50 giorni all’anno all’interno del proprio porto di provenienza, è possibile valutare la sua spesa sul territorio.

Anche in questo caso, i dati relativi alla spesa pro capite giornaliera per varie categorie (trasporti, ristorazione, ecc.), distinti sempre sulla base della lunghezza della barca, sono stati moltiplicati per il numero di posti barca di ogni metratura presenti in porto». Per quanto riguarda la spesa per il trasporto terrestre (parcheggio, pedaggi, spesa per il carburante dei veicoli, mezzi pubblici e noleggio mezzi privati), la cifra complessiva è di 500.000 euro. La spesa per la ristorazione, «la voce di costo maggiore per quel che riguarda la spesa sul territorio, in cui rientrano non solo le spese effettuate in bar e ristoranti, ma anche le spese per l’acquisto di generi alimentari, ammonta a circa 3 milioni di euro annui».

A queste due voci si sommare quella relativa alla spesa per lo shopping, che ammonta a circa 2 milioni di euro (la seconda voce di spesa più alta, dopo la ristorazione), e quella relativa alla spesa per l’intrattenimento e la cultura, ovvero tutto ciò che il diportista spende per il proprio divertimento, come, ad esempio, noleggio di attrezzatura sportiva, spettacoli cinematografici e teatrali, locali notturni, visite a musei e manifestazioni culturali, che ammonta a circa 200.000 euro». Sommando la spesa annua complessiva per posto barca, servizi portuali, manutenzione e carburante, alle spese relative a trasporti, ristorazione, shopping e intrattenimento e cultura, si ottiene un totale approssimato per difetto di 12 milioni di euro. —
 

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