Il Tirreno

il caso 

«Decreto disumano» La leghista: «Ma vaffa»

Divina Vitale

La sindaca di Castagneto contesta il decreto sicurezza su Fb La senatrice pontederese Sbrana la manda a quel paese

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CASTAGNETO. Ha fatto molto discutere il post della sindaca Sandra Scarpellini a proposito della legge sul Decreto Sicurezza. Il sindaco ha pubblicato su facebook una frase ripresa da Don Luigi Ciotti che si contrappone al Decreto Sicurezza bis del governo Di Maio –Salvini. La risposta, senz’altro tra le più colorite, è stata quella della senatrice Rosellina Sbrana, della Lega di Pontedera, che l’ha mandata a “quel paese”. Un post che ha scatenato una serie di commenti feroci. Da una parte c’è chi difende la posizione del sindaco dall’altra chi difende Salvini. Scarpellini si appoggia alla frase di Don Ciotti: «Nessuno nega la difficoltà di governare il fenomeno migratorio...ma questo decreto sicurezza non è un segno di governo, ma di una gestione cinica del potere, tramite mezzi di cui la storia del Novecento ci ha fatto conoscere gli esiti tragici: la rappresentazione della vittima e del debole come nemico. Per questo oggi noi con forza diciamo: La Disumanità non diventi legge».

«Mi sento di dover dire no allo squadrismo – ha commentato a posteriori Scarpellini - alla luce di alcune posizioni estremiste manifestatasi e di certe offese pesanti, insieme alle associazioni, ai cittadini, a qualsiasi corpo intermedio. Chiedo prima di tutto il rispetto della legalità. Abbiamo vigili che controllano il demanio e contrastano gli abusivi. Sul viale Italia la sera non c'è più l'ignobile parata di vendite contraffatte. Ma affermo con convinzione che in mare non si lasciano vite umane, da sempre, e che con la disumanità non si risolve l'immigrazione. È legittimo che in molti non la pensino come me. Ma non è legittimo mancare di rispetto verso le istituzioni, le donne... tutto sdoganato da ministri e senatori. Inoltre – continua – Facebook non è un luogo in cui potersi confrontare. Esiste una macchina della comunicazione molto efficiente per cui basta inserire un paio di paroline chiave e partono i picchiatori da tastiera a fomentare odio con offese e totale mancanza di rispetto. Gente che arriva da non si sa dove, interessata solo ad intimidire. Mi fa più effetto sentirmi "invitare" a "stare zitta e non provocare" più che l'offesa becera in se stessa. O invitarmi a fare il sindaco, anziché pensare a quella roba. Come se fare il sindaco non significasse occuparsi di chi rimane sul territorio, non rimpatriato e senza assistenza sanitaria, pericolo potenziale per sé e gli altri cittadini, perché hanno risolto il problema immigrazione. Pochissimi locali (due, tre) con profili falsi, da veri leoni, hanno colto l'occasione per colpire politicamente nell'anonimato- conclude. Nel frattempo tanti cittadini, anche con un pensiero diverso dal mio, privatamente mi scrivono manifestando solidarietà e distanza da quella fogna. Riprendiamo un rapporto corretto di confronto, possibilmente diretto (da settembre faremo incontri sistematici in più luoghi e su ogni tema). E poi, mi piacerebbe che i consiglieri di minoranza che la pensano legittimamente, in modo diverso da me, sul decreto sicurezza, prendessero le distanze da quello schifo, dall'incitamento all'odio, che sono certa sia distante anche dal loro modo di pensare. Su questo dovremmo stringere una sorta di patto comune di civiltà». —

Divina Vitale

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di Redazione web