Gioco
Punto Azzurro, in camper o in paese generazione di turisti: "Qui da più di 30 anni"
I nonni sono arrivati allo stabilimento di Vada quando ancora non c'era niente: e i nipoti tornano in vacanza sulla spiaggia dei primi passi
VADA. È nato dal basso, dall'iniziativa popolare, e negli anni si è affermato come il punto di partenza della passeggiata sul litorale di Vada grazie a un modello di gestione collettiva, alla quale gli abitanti del paese contribuiscono con passione. È il Punto Azzurro di via Nuova dei Cavalleggeri, spiaggia libera gestita da sempre dalla Pro Loco. Un bagno per giovani del territorio con pochi soldi in tasca e tanta voglia di divertirsi, e per famiglie di turisti, specialmente fiorentini e senesi, che a Vada hanno preso la residenza per le vacanze estive.
Eccezione che conferma la regola della provenienza geografica è la coppia formata da Giada Botteghi e Luca Amidei: «Noi veniamo dalla provincia di Arezzo perché il posto è tranquillo, a misura di bambino, la sera – tra la spiaggia e il paese – c'è sempre qualcosa da fare», raccontano. A loro va anche il "premio fedeltà": «Mi portavano qui i miei nonni, ci sono venuta con i miei genitori, poi quando l’ho conosciuto ci ho portato mio marito e adesso siamo qui con i nostri figli Emanuele e Lorenzo, ovvero "Uragano" e "Tempesta". Siamo arrivati alla quarta generazione», spiega Botteghi.
Ma anche la fiorentina Fabrizia Zucchini, in quanto a costanza non scherza: «Io e Giorgio, mio marito, siamo camperisti. Un giorno di quasi trent'anni fa siamo capitati su questa spiaggia e ce ne siamo subito innamorati». Anche i figli hanno seguito le loro orme, sebbene alla casa su ruote abbiano preferito le quattro mura in affitto; ma loro, i due “carovanieri” non hanno mai cambiato idea: «Veniamo ogni anno sempre col camper, io mi godo il mare e mio marito va a pescare ogni volta che può».
Del resto si sa, l'aria di mare ha i suoi vantaggi. «È il salmastro che mi mantiene giovane», racconta ridendo la fiesolana (ma residente a Scandicci) Maria Roselli, che porta splendidamente i suoi 83 anni e ormai la passione per il Punto Azzurro ce l'ha talmente nel sangue che l'ha trasmessa alla sua famiglia: «Ho comprato casa in paese, e anche mio figlio. Pensi che venni la prima volta in villeggiatura che avevo 17 anni». Un flirt estivo che è sbocciato in un amore per la vita.
E come si fa a dare torto a chi, come Lisa Balluchi, ripete che «per me il mare è qui, le vacanze sono qui», con un tono così assertivo che non ammette repliche. Lei che «i miei mi portavano qui col passeggino», e sul litorale di Vada in pratica ha mosso i primi passi, lei che «sono assessora al Comune di Crespina Lorenzana ma faccio più che volentieri 40 minuti di macchina avanti e indietro ogni volta che posso».
La magia del Punto Azzurro colpisce subito, e crea legami duraturi. Aiuta anche a superare la timidezza, come nel caso di Maria Teresa Gullone: «In meno di un mese siamo diventate migliori amiche», spiega, tirando via Giada Tempesti da dietro il bancone del bar (perché senza di lei non vuol neanche farsi fare la foto): «Sono tre anni che vengo da Firenze per passare le ferie qui. Vengo anche nelle giornate brutte, pur di godermi i giorni di riposo, perché d'estate sono meglio le nuvole e il vento di Vada piuttosto che il sole in città». Sarà tutto quel blu intenso di lettini e ombrelloni, il mare di cristallo o l’aria fresca e limpida. O semplicemente «perché la spiaggia è pulita e rilassante», come per Jacopo Casarosa e Claudia Rossi. Ma il Punto Azzurro ti cattura e non ti lascia più.
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