Il Tirreno

“Spiaggetta rosa” e mare di cristallo: eden dei diportisti e latrina di incivili

Alessandra Bernardeschi
“Spiaggetta rosa” e mare di cristallo: eden dei diportisti e latrina di incivili

Raggiungere la baia dell’Arancio arrivando via terra è difficile Difficile anche pulire la macchia, e c’è chi non lo capisce

3 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONCELLO. Il nostro viaggio tra le baie nascoste fra Castiglioncello e Chioma continua con la baia dell’Arancio, chiamata anche “spiaggetta rosa”, proprio accanto a santa Lucia. . Chi possiede un’imbarcazione ben conosce questa zona dove, soprattutto nei fine settimana, ormeggiano decine di yacht, barche o gommoni. A richiamare così tante persone sono i fondali marini dove roccia e sabbia si confondono, ben visibili ad occhio nudo grazie all’acqua cristallina.

Via terra, per chi non conosce il passaggio che si imbocca in un punto preciso lungo la vecchia via Aurelia, è più difficile raggiungere la piccola cala incastonata tra le rocce. Eppure, quella piccola baia, è frequentata ogni giorno da molti giovani, da famiglie e da tutti coloro che preferiscono fuggire dalla calca delle poche spiagge ancora libere.

Il nostro viaggio inizia dal centro di Castiglioncello; imboccata la via Aurelia, percorso poco più di un chilometri e mezzo e passati i primi muri di recinzione delle ville che si affacciano sul mare nonché villa santa Lucia, sulla sinistra c’è un piccolo varco che porta alla spiaggetta.

Il percorso

Il viottolo si snoda tra la macchia mediterranea dove la fanno da padrone arbusti di lentisco, mirto, cisto e ginepro. La prima parte della discesa è, se possibile, la più agevole grazie alla presenza di rocce erose dal vento, dalla pioggia e dal passaggio, negli anni, di persone che qui arrivano grazie al passaparola; turisti e qualche residente che cercano tranquillità e mare pulito.

Il primo tratto della discesa termina su una terrazza a picco sul mare non protetta da alcuna balaustra. Ed è da quel belvedere che l’acqua cristallina del mare richiama i più temerari che alla fine, come richiamati dal seducente canto delle Sirene, decidono di proseguire la discesa.

Una discesa che si fa sempre più scabrosa, complicata dalla presenza di polvere grigia, come le rocce che circondano la baia. Qualcuno torna sui propri passi. Altri vanno avanti, aggrappandosi ai sassi o spostando in basso il baricentro.

La spiaggetta

Appena giunti sulla spiaggia la fatica è già un ricordo. Gruppi di ragazzi si tuffano nel mare cristallino, qualcuno posiziona piccoli ombrelli in cerca di riparo, altri gonfiano materassini, altri ancora arrivano con il proprio cane. Il pranzo è al sacco. La libertà è assicurata.

La sabbia in battigia è granulosa e scura, a monte diventa fine e chiara con sfumature tendenti al beige ed al rosa. L’arenile è pulito: qualche cumulo di alghe ormai secche e legni trasportati dal mare.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.37255260:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.37255260:1652444049/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

L’inciviltà

La risalita sotto il sole, anche se si tratta di pochi metri, non è più semplice della discesa. Nessuna traccia di scale scavate nella pietra, nessun aiuto.

Giunti a metà lo sguardo si allarga sulle piazzole tra il lentisco ed il mirto e la poesia, come d’incanto, si interrompe: fazzoletti sporchi, feci umane, lattine, buste vuote, bicchieri di plastica, residui vari. Tracce di inciviltà che neanche la macchia riesce a nascondere.

Nessun cestino è presente lungo il percorso e neppure, arrivati alla cima, lungo la vecchia via Aurelia. Ciò non giustifica l’abbandono dei rifiuti. Forse è un bene che la piccola cala incastonata tra la roccia rimanga così, poco accessibile ma ancora protetta da un turismo di massa che evidentemente non sempre riesce ad apprezzare le bellezze naturalistiche e paesaggistiche della nostra costa.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web