Il Tirreno

La baia abbandonata e l’ex villa di Bulgari: a Castiglioncello il paradiso perduto diviso da un muro

Alessandra Bernardeschi
Una veduta d’insieme della villa e della baia
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Una veduta d’insieme della villa e della baia

Cianciafera e Godilonda aspettano i lavori di riqualificazione E nell’attesa il resort del magnate russo rimane in cantiere

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CASTIGLIONCELLO.Ci sono anfratti ed insenature in quel tratto di costa tra Castiglioncello e Chioma, battute da un turismo diverso. Un turismo che cerca il mare cristallino, che fugge dalle comodità degli attrezzatissimi stabilimenti balneari, che preferisce le spiagge libere meglio se incastonate tra rocce scoscese verso il mare. La baia della Cianciafera è una di queste, forse la più conosciuta per le vicende che la legano a villa Godilonda. Si tratta anche dell’unica baia il cui accesso è in posizione centrale rispetto al centro di Castiglioncello.

Accesso alla baia.

Per raggiungere la baia occorre passare da uno dei cancelli che si apre su piazza della Torre. Attaccato all’inferriata il cartello che indica gli orari di apertura e chiusura del varco. Un compromesso tra Comune di Rosignano con le proprietà che si sono succedute, dopo anni di tira e molla con tanto di cancello più volte chiuso con catene. Per raggiungere la caletta tra villa Godilonda e Punta Righini, dove si racconta che Alberto Sordi si buttò per sfuggire ad una spasimante, portata per scherzo da alcuni amici, occorre percorrere un sentiero tra il profumo di lecci e pini. A sinistra un vecchio muro a confine con un’altra proprietà; a destra il parco di villa Godilonda che ospitò Gabriele D’Annunzio e che negli anni ’90 fu una prestigiosa residenza turistico alberghiera con annessa una Spa. Nessuna recinzione che indichi che il parco sia di proprietà privata; tra il sottobosco un grosso pino abbattuto forse dal vento; poi il silenzio. Il percorso ombreggiato continua sino ad arrivare a ciò che oggi rimane dei manufatti che ospitavano la Spa e altri vecchi magazzini.

L’abbandono.

Ad ogni passo che conduce verso la piccola cala, si respira uno stato di abbandono. Scritte sui muri, completamente distrutte e non rimosse le strutture che trent’anni fa ospitavano la Spa, frammenti di vetro ovunque. Attorno alla villa è stata eretta una recinzione in metallo verde evidentemente per proteggere l’immobile da intrusioni e da atti vandalici che, purtroppo, sono stati perpetrati all’interno ed all’esterno della struttura. Ma nessuna rete sembra poter fermare gli intrusi ed i curiosi. La recinzione infatti presenta già due squarci; segno che qualcuno ha provato a passarvi oltre.

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La cala.

Il passaggio costeggia il parco della villa. L’ultimo tratto è contrassegnato da scale sconnesse, poi solo sassi ed alta vegetazione. La piccolissima spiaggia è divisa in due da un muro di cemento: la parte verso il mare è demaniale. Ossia può essere utilizzata da tutti. Nonostante il percorso non sia dei più semplici, meglio non percorrerlo con le infradito, sugli scogli della Cianciafera prendono il sole adulti e bambini. Qualcuno munito di ombrellone e sdraio. Tutt’attorno acqua cristallina.

Villa Godilonda.

La baia della Cianciafera è strettamente collegata alla villa che la sovrasta, come una prua in mezzo al mare, e che attende ancora gli interventi di riqualificazione. La storia dell’immobile è piuttosto travagliata. Sorta nel 1902, diventò a metà degli anno ’40 la dimora estiva della famiglia Bulgari. Poi un albergo di lusso. Nel 1999 venne chiusa. Dopo qualche anno fu riaperta per poi chiudere nuovamente i battenti. «La villa, a quello che oggi ci risulta, è di un unico proprietario, un magnate russo – dice il sindaco Daniele Donati – che dovrebbe realizzarvi un resort di lusso. Nell’ultima variante urbanistica, per favorire comunque il suo recupero, abbiamo deciso di mantenere per la struttura sia la destinazione di resort sia quella originale».

Ossia la Godilonda potrebbe tornare ad essere un unica villa così come era nata. Di mezzo però c’è proprio quel viottolo, ad uso pubblico, che porta alla baia della Cianciafera. «Dovremo attendere la conclusione del percorso legale – conclude Donati – la volontà del Comune è rimasta quella di mantenere la piccola spiaggia della Cianciafera ad utilizzo pubblico».
 

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